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Meglio la pagliuzza oggi che la pepita domani

23 Aprile 2012

Meglio la pagliuzza oggi che la pepita domani

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Forse il futuro dell’editoria digitale sarà lastricato di ePUB3, KF8 o altri potenti formati crossmediali. Ma è giusto rincorrere il domani senza fermarsi a osservare il presente?

Il 23 marzo l’editore O’Reilly ha pubblicato i risultati di un sondaggio svolto tra i suoi lettori. La volontà era quella di capire quale formato per ebook fosse preferito e su quale device fosse letto. I risultati non sono stati per nulla scontati, anche se non possono essere presi a esempio e generalizzati.

O’Reilly è infatti un editore particolare, leader indiscusso della manualistica informatica, con un pubblico di lettori composto da professionisti e amanti della tecnologia, spesso early adopter che rincorrono le innovazioni tecnologiche.

Che cosa quindi è emerso? Come leggono i tecno-fan di O’Reilly? Magari su ereader hackerati in modo da supportare ePUB3? Macché. Il formato preferito è il buon vecchio PDF (seguito a una certa distanza da ePUB). Come device, invece, notebook e computer desktop insieme superano di gran lunga iPad. Molto lontano il binomio Kindle-MOBI.

È la stessa O’Reilly a commentare è spiegare questo esito “anacronistico”:

our audience is largely IT practitioners, coding or solving other problems in front of their laptops/desktops, so they like having the content on that same screen. And just about everyone has Adobe Acrobat on their computer, so the PDF format is immediately readable on most of the laptops/desktops our customers touch.

Insomma, il lettore medio di O’Reilly lavora con l’informatica. Il libro è un mezzo che diviene comodo se direttamente fruibile nell’ambiente e con lo strumento con cui si lavora, per un programmatore un normale computer su cui, immancabilmente, è presente Adobe Reader, ovvero il lettore di PDF per eccellenza. Se si aggiunge che tutti gli ebook di O’Reilly sono venduti senza DRM, il cerchio si chiude e tutto torna.

Nulla di interessante quindi per l’editore “tradizionale” o trade? In realtà a guardar bene qualcosa c’è. E qualcosa che potrebbe fare la differenza.

In un’editoria digitale isterica che rincorre mode tendenze innovazioni, alla ricerca di un formato standard che – viene troppe volte urlato – deve essere ricco multimediale moderno, in un mercato che evolve e cerca equilibri e opportunità, l’unico punto fermo fino ad ora rimane il buon vecchio e conosciuto PDF. Leggibile su ogni computer a prescindere dal sistema operativo, anche iBooks di Apple e Kindle non lo disdegnano: sarà quindi anche vecchio, con pagine statiche e incapaci di adattarsi agli schermi, ma “PDF va con tutti”. E già questo non è poco. Ma c’è di più. PDF è oggi l’unica tecnologia con cui tutti gli editori hanno a che fare, perché questo è il formato dei file di stampa, quelli destinati a produrre carta.

Gli editori che ancora non sono “andati in digitale”, magari perché non erano in condizione di dotarsi o pagare il know-how per produrre ePUB o MOBI, potrebbero fare il primo passo in PDF e, senza troppi sforzi, cogliere un’occasione e colmare una lacuna. Ma anche quelli che si sono fatti incantare – per carità a ragione – da ePUB e MOBI potrebbero riconoscere che stanno perdendo un’opportunità.

In un mercato sempre più difficile come quello librario gli ebook proprio questo sono: un’opportunità. Certo i numeri sono piccoli, ma raccontarsi oggi che di questi piccoli numeri si può fare a meno o che “mica con gli ebook si salva il fatturato a fine anno” è un pensiero stolto e pericolosamente attendista.

L’editoria digitale non è una corsa all’oro e di grandi pepite se ne sono viste ancora poche, tuttavia per chi ha voglia di rimboccarsi le maniche e armarsi di setaccio, pagliuzze d’oro aspettano di essere raccolte. Anche in formato PDF.

L'autore

  • Fabio Brivio
    Fabio Brivio laurea in Storia Medievale e master in Informatica e Comunicazione, è il Responsabile per l'Editoria e la Formazione in Apogeo. Si interessa alla ricerca e allo sviluppo di soluzioni per l’editoria digitale e crede nella sinergia tra scienze umane e tecnologia. Ha ideato e coordinato lo sviluppo di un CMS utilizzato dagli editori del Gruppo Feltrinelli. Lo potete trovare in Rete partendo da briv.io oppure in cammino lungo qualche antica via tra Santiago, Roma e Gerusalemme.

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