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Un mondo (troppo) complesso

19 Marzo 2007

Un mondo (troppo) complesso

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Quel che si dice in Rete. Troppa complessità ci fa male? I social network da più punti di vista. RItalia, progetto in crescita. Ancora sulla blogosfera. In treno con il Wii

La sfida della complessità. La Rete ha aumentato esponenzialmente il numero di informazioni alle quali siamo sottoposti. Il nostro cervello, spiega Kathy Sierra (in inglese), è costretto a un’attenzione parziale continua, che ci rende più distratti e diminuisce la produttività. Catepol commenta il pezzo di Kathy, osservando come in effetti non sia necessario tenere sempre sotto controllo tutte le informazioni. Paolo Valdemarin la pensa allo stesso modo, è una questione di selezione e di ridondanza del segnale. Eppure c’è chi davvero inizia a soffrire il continuo multitasking e l’information overload: è il caso di Napolux, che non riesce a seguire tutte le conversazioni, e di Senzavolto, che propone due possibili vie d’uscita, ancora imperfette. Luca Mondini riflette sulle idee di Kathy Sierra da un punto di vista psicologico. Giuseppe Granieri ritiene che sia importante, prima di tutto, cambiare il modello mentale, adattandolo alla grammatica della Rete.

Visioni sui social network. Due punti di vista sui social network: Mauro Lupi commenta il fenomeno dal punto di vista del business, Fabio Giglietto da quello sociologico con un occhio al mondo degli Usa.

RItalia, il colpo di scena. Estragon commenta l’ingresso di Marco Ottolini, che ha lavorato al discusso portale italia.it, nel progetto di ricostruzione dal basso RItalia. Intanto Dario Bonacina osserva come nella redazione del portale fervano i lavori, sulla base di segnalazioni che arrivano dal basso.

Cristalli e nebulose. Marco Formento risponde, da giornalista, alle recenti polemiche sulla blogosfera italiana sollevate da Franco Carlini.

In treno con Wii. Antonio Dini parla di una sua passione: le simulazioni di treni, veri blockbuster dei videogiochi in Giappone, ma mai arrivati sul mercato occidentale.

Il software in Rete. Roberto Dadda paragona l’evoluzione della rete elettrica con quello che potrebbe succedere al software, sempre più inteso come servizio Internet.

Steve Jobs: solo parole? A un mese di distanza dalla famosa lettera aperta contro i DRM, ori0n analizza la reazione di molti gruppi indipendenti alle dichiarazioni di Steve Jobs.

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