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Si vota al PE sui brevetti software…

25 Settembre 2003

Si vota al PE sui brevetti software…

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...e monta l'opposizione dell'ultimora, inclusa una lettera aperta di Linus Torvalds e Alan Cox

In queste ore gli eurodeputati discutono in aula la proposta McCarthy sui brevetti software in Europa. A seguire l’attesa votazione finale sul testo e sui numerosi emendamenti presentati da più parti. Un momento assai delicato, quindi, in cui vale la pena di segnalare il moltiplicarsi delle iniziative di opposizione. Soprattutto perché le voci pubbliche contrarie si sono fatte vieppiù variegate e autorevoli a ridosso del voto, con buone speranze di bloccare o quantomeno emendare sostanzialmente il testo originale. Il tutto sempre sostenuto dagli sforzi di lobby della Foundation for a Free Information Infrastructure (FFII), il cui sito offre aggiornamenti e notizie in tempo reale.

Mentre prosegue il massiccio invio di e-mail e fax alle segreterie degli eurodeputati, per il 23 settembre, giornata prevista per il voto, si preannuncia una manifestazione a direttamente a Strasburgo, con una serie di “dimostrazioni-satellite” in altre città europee e probabilmente una sorta di “internet strike”. Intanto, nei giorni scorsi le grandi aziende francesi si sono dichiarate contrarie alla proposta McCarthy, per voce di Jean-Pierre Courniou, dirigente della Renault nonché presidente del Club Informatique des Grandes Entreprises Françaises (CIGREF). Sottolineando in un intervento pubblico la pericolosità dei brevetti software per l’intero comparto imprenditoriale, Courniou ha chiarito: “Per me e per il CIGREF, la risposta è: no, non vogliamo la patentabilità”.
Ancora, un consorzio rappresentante circa 2.000.000 aziende europee dell’imprenditoria medio-piccola ha diffuso un comunicato in cui spiega di ritenere “dannosi i brevetti software per l’intero settore” e che in particolare la direttiva emendata dalla Commissione affari legali del PE rappresenta un “grave rischio per l’innovazione, la produttività e il lavoro in Europa”.

Nel frattempo la relatrice del provvedimento, Arlene McCarthy, è corsa ai ripari dichiarandosi “vittima di una campagna di disinformazione”, con annessa diffusione di un documento in cui tenta di spiegare la positività dell’iniziativa legislativa — finendo anzi per porsi tra alfieri delle proteste in atto. Invece i membri di tutti i gruppi europarlamentari hanno presentato un totale di 120 emendamenti alla bozza originale, praticamente tutti animati ad evitare l’introduzione dei brevetti software e/o a limitarne scopi ed effetti. Ma secondo la Foundation for a Free Information Infrastructure nessuno di tali emendamenti può raggiungere quest’obiettivo, integrati come sono in un testo lungo e complesso che codifica la patentabilità senza limiti e con eccessive tutele. Mentre il gruppo sta vagliando in dettaglio ciascun emendamento, rimane centrale l’invito a seguire le controproposte già diffuse dalla stessa FFII.

In attesa di vedere come andrà a finire (incrociando le dita), l’ultima segnalazione spetta alla lettera aperta firmata da Linus Torvalds e Alan Cox, diretta specificamente a Pat Cox, presidente del PE, oltre che a tutti gli eurodeputati. Il testo integrale `e ovviamente disponibile online, mentre seguono alcuni passaggi significativi:

L’esperienza statunitense dimostra che, contrariamente a quanto accade con i brevetti tradizionali, i brevetti software non stimolano l’innovazione né la ricerca e sviluppo, `e piuttosto vero il contrario. In particolare danneggiano l’imprenditoria medio-piccola e in generale gli ultimi arrivati sul mercato. Non faranno altro che indebolire il mercato e aumentare le spese per i brevetti e dispute legali, a danno dell’innovazione e della ricerca tecnologica.

I brevetti software costituiscono altresì una grave minaccia allo sviluppo di Linux ed altro software libero, come possiamo notare ogni giorno nel nostro lavoro di sviluppo per Linux. Vogliamo essere in grado di fornire al mondo prodotti software altamente innovativi, di alta qualità, di prima classe e gratuiti; software che possa essere concretamente d’aiuto all’utente e offrire l’unica alternativa reale per ridurre il digital divide. Vi invitiamo a non rendere il nostro lavoro più difficile di quanto non sia già!

In conclusione, vorremmo raccomandarvi di votare per quegli emendamenti che:
– chiariscano i limiti della patentabilità in modo che programmi informatici, algoritmi e metodi commerciali non possano essere brevettabili in quanto tali;
– stabiliscano il divieto ad abusare dei brevetti per evitare la competizione tecnica evitando l’interoperabilità di prodotti concorrenti;
– assicurino l’impossibilità di ricorrere ai brevetti onde impedire la pubblicazione di informazioni.

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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