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Quanto incide Google Instant sul SEO?

13 Settembre 2010

Quanto incide Google Instant sul SEO?

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Un passo in avanti nella ricerca web o una mossa furba per ottimizzare le rendite di AdSense? Il dibattito sull'impatto delle nuove funzionalità introdotte a Mountain View è aperto. Un percorso tra i pareri più interessanti

«Vogliamo che Google diventi la terza parte del vostro cervello», dichiara Sergey Brin, co-fondatore dell’azienda di Mountain View durante una conferenza stampa. Mercoledì scorso Google ha introdotto Istant, una sorta di passo evolutivo di Suggest che, oltre a prevedere il termine di ricerca che si sta per digitare, ne mostra i risultati in tempo reale. La nuova funzione ha sollevato in questi giorni un dibattito intorno alle ipotetiche ripercussioni sulla Search Engine Optimization e sui servizi per la pubblicazione di annunci pubblicitari come AdSense.  Da una parte, Steve Rubel sostiene che il lancio di Istant corrisponda in qualche modo alla morte delle strategie di ottimizzazione per i motori di ricerca: «La possibilità di ricevere feedback in tempo reale cambierà e personalizzerà le abitudini di ricerca delle persone» e, aggiunge, «nessuno vedrà più lo stesso web».  Dall’altra, invece, crescono in rete le prime obiezioni di chi, come Danny Sullivan, afferma con sicurezza: «No, Google Instant non sta uccidendo il SEO». Se è vero che Istant può velocizzare la ricerca, i risultati continueranno comunque a essere influenzati dal Seo «come è sempre stato».

Assetti da aggiornare

In fondo, come nota Matt Cutts, ogni volta che Google cambia qualcosa ci si chiede se l’ottimizzazione dei motori di ricerca sia destinata a sparire, ma «il miglior SEO si adatta e rinasce anche quando ci sono dei cambiamenti». Marissa Mayer, vice presidente di Google, crede che il cambiamento sarà minimo: «anche se le metriche contano i clic e qualcosa può cambiare, è probabile che il numero complessivo dei clic che portano a un determinato sito rimanga costante». E intanto, proprio dal fronte pubblicità, «si mormora che gli inserzionisti non siano particolarmente entusiasti, perché vedono Istant soprattutto come una strategia di Google per guadagnare di più, come sembra suggerire Matt Hessler, di Trada, azienda che lavora sul marketing nei motori di ricerca.

Sicuramente qualche assetto è destinato ad aggiornarsi. Nel blog di Google dedicato ad AdWords si legge: «Anche se Google Istant non cambia il modo in cui le pubblicità vengono mostrate, le ad e i risultati di ricerca si baseranno su delle previsioni». Inoltre «è possibile che questa funzione possa aumentare o diminuire i vostri livelli complessivi di accessi». L’azienda spiega che le visualizzazioni della pubblicità vengono calcolate in tre situazioni: quando si inizia a digitare una parola chiave e si clicca ovunque sulla pagina (un risultato o anche un annuncio pubblicitario, per esempio), quando si sceglie una particolare query cliccando sul pulsante search o selezionando un suggerimento, oppure quando si smette di digitare e i risultati vengono visualizzati per un minimo di tre secondi.

Come funziona

Ma vediamo come funziona Google Instant. «Il dato fondamentale da cui siamo partiti è che gli utenti digitano lentamente, ma sono in grado di leggere molto più rapidamente», spiega Google. Ora con Instant gli user possono cambiare i risultati mentre digitano il termine di ricerca, anziché premere invio e aspettare che il sistema elabori le soluzioni. In questo modo, gli utenti possono risparmiare da due a cinque secondi per ogni ricerca e – secondo le stime di Google – se tutti usassero questa funzione si risparmierebbero 3,5 miliardi di secondi al giorno. Che si tradurrebbe in 11 ore di risparmio al secondo. In più, altro vantaggio, le previsioni dovrebbero aiutare a indirizzare la ricerca ed, eventualmente, a cambiare in corso d’opera la query e a perfezionarla.

Ma le tante ore che ogni utente risparmia potrebbero incidere negativamente sulla pubblicità? No, risponde Frederick Vallaeys, AdSense Evangelist per Google: «Credo che agli utenti verrà insegnato come migliorare le proprie ricerche» E maggiori search «significa maggiori opportunità per gli inserzionisti di stabilire un contatto con gli utenti». E quindi, quando gli advertiser ricevono un clic, «hanno molta più probabilità di ottenere una vendita». La nuova funzione è utilizzabile anche con il dominio del nostro Paese, ma solo effettuando l’accesso ad un account Google. «C’è voluto un po’ di tempo prima che avvenisse un cambiamento degli schemi nel search», dichiara Jordan Rohan dello Stifel Nicolaus. Google Instant «ha cambiato il modo in cui le persone fanno ricerca» e difficilmente potrà essere imitato dai suoi concorrenti.

Previsioni

Per fare le sue previsioni, Google si basa sui dati registrati, calcolando la frequenza dei termini più cercati. Per esempio, digitando la lettera T, ci suggerisce come chiave di ricerca “trenitalia” e in real time anche i risultati corrispondenti. Poi, man mano che aggiungiamo delle lettere, cambiano i suggerimenti e, di conseguenza, l’esito della ricerca. Per avere un’idea di come funziona, in rete è disponibile la ricostruzione dell’alfabeto di Google (provvisorio, naturalmente), sia nella versione italiana che americana. Non per tutti i termini, però, è previsto un suggerimento: c’è una blacklist per parole e frasi che l’azienda considera offensive poiché legate alla violenza, l’odio e la pornografia. «Ci preoccupiamo molto della sicurezza dei bambini e di questo tipo di problemi, quindi dobbiamo stare molto attenti all’autocompletamento e a come funziona quando si ricevono i risultati», dichiara Hohanna Wright, product manager di Google. «Se stai digitando qualcosa che potrebbe non essere appropriato per certe persone, non vedrai i risultati finché non premerai enter». Ad ogni modo, è anche possibile disabilitare la funzione Instant dal menu impostazioni in alto a destra nell’home page di Google.

John P. Mello Jr. di PC World ha stilato una lista di pro e contro, raccogliendo una serie di commenti e opinioni in rete. Tra i vantaggi c’è la possibilità di risparmiare tempo e di raffinare le ricerche: «Instant aiuterà a mostrare in modo più rapido quali sono i link giusti», dichiara Hadley Reynolds, e dovrebbe ridurre il problema degli utenti che scorrono in maniera ripetitiva i risultati «finché non sono troppo scoraggiati per continuare». Dall’altra parte, invece, c’è chi crede che il nuovo modo di fare ricerca faccia perdere più tempo di quanto ne faccia risparmiare: «potresti finire col farti distrarre dai suggerimenti e leggere un articolo che non stavi cercando» racconta una ragazza alla BBC. Inoltre, altro punto a sfavore, non è accessibile dappertutto: non è ancora disponibile sui dispositivi mobili, non è collegato alla barra di ricerca nella toolbars e, se non si utilizza il dominio degli Stati Uniti, è necessario avere un account Google per avere accesso alla funzione.

Secondo il Susquehanna Investment Group «nella ricerca su dispositivi mobili, Google Instant potrebbe cambiare le regole del gioco. L’azienda pensa di lanciare la funzione per mobile nei prossimi mesi. Considerando la difficoltà di digitare sugli smartphone, il servizio dovrebbe semplificare la ricerca rendendo disponibili i risultati già dopo una o due lettere. Quindi, Google Instant, se lanciato sui mobile phone, potrebbe significativamente accelerare la crescita delle interrogazioni».

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