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Ora si chiama Joost

17 Gennaio 2007

Ora si chiama Joost

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Quel che si dice in Rete. Venice Project cambia nome (e fa discutere). Apollo e la guerra dei browser. Il tuo negozio online, gratis. Istituto Luce e Creative Commons

Il nuovo nome di Venice Project. Il progetto per la Tv su Internet dei creatori di Skype diventa Joost. E l’annuncio del cambio di nome diventa occasione per commenti e discussioni. Geekissimo riassume le caratteristiche del progetto e si augura che possa cambiare il modo di fare televisione, così come Sergio Longoni, che evidenzia anche come la piattaforma si sosterrà attraverso le inserzioni pubblicitarie, e stia già stringendo accordi con le major per offrire contenuti appetibili. Lo Schiaccianoci è preoccupato per la sostenibilità del progetto, troppo esoso in termini di banda. Massimo Russo è entusiasta: probabilmente ci troviamo di fronte al primo modello di business che funziona; anche Fabrizio Ulisse è convinto che funzionerà, e chiede a gran voce di essere invitato a provare Joost. Estragon si chiede se piattaforme simili potranno aiutare il cinema indipendente, e cita l’esempio de “Il Rabdomante”. Tommaso Tessarolo è critico sulla scelta del nome, mentre Gaspar Torriero lo è sulla mancanza totale del lato sociale nella piattaforma.

Apollo rinnoverà la guerra dei browser? Matteo Balocco ragiona su Apollo, il nuovo prodotto di Adobe per applicazioni web. E, perplesso per la scelta di Webkit, si chiede se non ritorneremo ai tempi della guerra dei browser.

Carrelli volanti. Serve un’applicazione gratuita (o quasi) per costruire un negozio online? Giovy ha provato Flying Cart, e racconta le sue impressioni.

Niente Creative Commons per l’Istituto Luce. Dario Salvelli commenta la scelta dell’istituto Luce, che lancia il suo archivio di foto e filmati storici online. Senza possibilità di download né, tantomeno, di licenza Creative Commons.

Il valore dei blog (e delle metriche). Zuck riflette sull’autorevolezza, sulla mappa del blog e sui mercati. Cosa succederebbe se la mappa fosse animata? Quali dinamiche mostrerebbe?

Troppo Wiki. Massimo Moruzzi annuncia l’arrivo di Wikiseek, motore di ricerca creato per cercare più facilmente gli argomenti di Wikipedia. Freddyblog mette in guardia: Wikiseek non è Wikiasari, e nessuno dei due progetti fa parte della nota enciclopedia collaborativa. Con tutti questi wiki, il rischio è di fare confusione.

Cellulari e memoria. Senzavolto ritrova vecchi messaggi nel suo cellulare, e riflette sulla memoria e sul passato nell’era dell’informazione.

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