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Linux Server è un’ottima scelta per l’amministratore di rete

24 Giugno 2019

Linux Server è un’ottima scelta per l’amministratore di rete

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Adatto ad aziende di ogni dimensione, con soluzioni mature oramai riconosciute da qualunque buon supporto tecnico. E iniziare non è difficile.

È lecito chiedersi come mai Linux Server si sia affermato solidamente a tutti i livelli del mondo professionale mentre la sua versione per il desktop non abbia mai attecchito. Ci sono diversi fattori che hanno compromesso la diffusione di Linux sul lato client. Prima di tutto la frammentazione: abbondanza di distribuzioni, differenti tra loro; molti ambienti grafici, tutti differenti tra loro; grafica e stili disomogenei tra distribuzioni. La diversità è naturalmente un valore, ma l’utente poco esperto ha bisogno di un ambiente familiare perché vive l’informatica in termini di necessità e non come hobby di sperimentazione. Poi la mancanza di supporto nativo a driver e a codec, che costringono a una fase di ricerca, di installazione e di configurazione prima di poter svolgere operazioni considerate di base. Conta certamente la mancanza di applicazioni famose. Naturalmente ci sono alternative gratuite, ma per molti utenti è imperativo avere i prodotti applicativi di grande diffusione. Neanche la leva dell’alternativa a Windows non ha preso forza in ambito Linux, perché Apple è stata abile a creare un ambiente client unitario, funzionale, facile da usare e dotato di molti applicativi professionali, per esempio le suite di Microsoft o di Adobe. Chi voleva pensare diversamente è quindi passato al Mac invece di scontrarsi con il Pinguino. A livello di reti e di server, invece, tanti vantaggi di Linux diventano evidenti da subito.

Linux Server è una scelta con ritorni positivi nel tempo

Il fatto che, almeno in prima battuta, Linux possa essere gratuito è una considerazione superficiale. In realtà i valori in ambito aziendale sono la continuità operativa, l’affidabilità e la possibilità di recuperare l’ambiente anche a seguito di incidenti importanti. Il risparmio in termini di singola licenza iniziale, di fatto, non è così significativo. Bisogna piuttosto valutare i costi nel tempo per l’assistenza, gli aggiornamenti, l’impatto sulla produzione in caso di down, le richieste hardware sul sistema fisico o virtuale su cui il sistema operativo è installato eccetera. Linux è molto efficace in questi aspetti e risulta ancora vantaggioso anche se vi è una licenza da corrispondere, per esempio nei prodotti enterprise di Red Hat o Novell. L’assenza di costi di licenza permette inoltre di abusare positivamente del software, installando numerose istanze di Linux da dedicare a singoli compiti, creando così compartimenti stagni. In caso di sistemi operativi commerciali non si può ovviamente operare in questo modo, appunto per via dei costi.

Le prime cose da sapere per passare a una rete amministrata da Linux

Che sia la prima rete aziendale o che si provenga da una soluzione esistente, è necessario attuare una attenta pianificazione e nominare un gruppo di persone in grado di valutare le sfaccettature della soluzione aperta che si intende adottare. Si tratta di una situazione onerosa perché implica un progetto formalizzato, una strategia di testing ragionata e persone interne che dovranno dedicare il proprio tempo alla sperimentazione, sottraendolo alla produzione. Generalmente si fa riferimento a un operatore esterno dotato di esperienza sul campo, capace di guidare la transizione evidenziando in anticipo i punti di attenzione. Il supporto tecnico non va considerato un problema particolare; oggi tutte le aziende di servizi IT sono in grado di fornire assistenza di livello in ambito Linux. Non è un’attività dissimile della ricerca di un operatore capace di lavorare in ambito Windows Server. Per quanto riguarda le distro, le diverse edizioni di Linux da considerare per un amministratore di rete, le scelte più immediate potrebbero cadere su Red Hat Enterprise oppure SuSE Enterprise. Poi vi sono distribuzioni enterprise mirate ad applicazioni specifiche, come per esempio Oracle Linux. Si tratta di prodotti sviluppati in modalità commerciale, forniti con pacchetti di supporto, alla stregua di altre soluzioni commerciali. Se non c’è la necessità di supporto commerciale si può valutare CentOS, per via della sua diffusione in ambito di infrastruttura; oppure Ubuntu, molto apprezzato dagli sviluppatori.

Un libro per trovare le prime risposte efficaci sull’amministrazione di rete con Linux

Linux Server per l’amministratore di rete è stato concepito per essere letto in modo libero. I capitoli sono autonomi e presentano soluzioni complete. Solo in alcuni casi vengono fatti riferimento ad altri capitoli. Il lettore può quindi andare direttamente a esplorare la soluzione di cui ha bisogno. Solo i tre capitoli iniziali su Samba andrebbero letti in modo sequenziale. È la sesta edizione di questo libro, che rimane fedele alla formula del ricettario di soluzioni e all’idea di presentare le informazioni tenendo in considerazione un lettore con esperienza in ambito Windows. Non si tratta inoltre del classico manuale specialistico per guru di Linux. È piuttosto un punto di partenza dove trovare le informazioni per implementare in poco tempo una soluzione funzionante e pratica. Come le edizioni precedenti, anche questa ha ricevuto aggiornamenti in ogni singolo capitolo per rispecchiare lo stato corrente dei pacchetti usati. In alcuni casi ci sono stati cambiamenti sostanziali ai capitoli dovuti a modifiche importanti dei pacchetti o delle policy implementate. È il caso per esempio dei capitoli su Samba, riscritti per tenere conto delle policy di sicurezza introdotte recentemente da Microsoft. Il libro può essere impiegato con profitto soprattutto nella piccola e media impresa, ma anche nel settore enterprise. Le esigenze di infrastruttura sono le medesime, nonostante le maggiori risorse a disposizione del dipartimento ICT. Linux è quindi considerato un’ottima soluzione e viene impiegato assieme a server Windows. Difficilmente si assiste a una polarizzazione radicale verso Linux o verso Windows. Analogamente, il volume può essere usato anche in ambito BSD (per esempio FreeBSD) in quanto i pacchetti sono i medesimi. Cambiano i dettagli specifici di installazione dei pacchetti, mentre la fase di configurazione risulta simile.

Scegliere software libero può avere ragioni oltre l’efficienza o la convenienza

Si parla spesso del mondo open source come gratuito, ignorando che è possibile e sovente auspicabile sostenere materialmente un progetto. Questo può avvenire per esempio acquistando le versioni con supporto del prodotto o semplicemente donando una somma in denaro, anche piccola, al progetto. E c’è una componente ideale che non va sottovalutata. Sono gli ideali che hanno portato Linux ad essere cioè che è oggi. Installando Linux in un nuova organizzazione o azienda non si fa che confermare i suoi ideali di partenza: un ambiente free come in freedom ma anche come in free beer. Mi piace pensare che guardando al mero risparmio economico si stia in realtà ottenendo maggiore libertà.

L'autore

  • Silvio Umberto Zanzi
    Silvio Umberto Zanzi è un sistemista con oltre vent'anni di esperienza su piattaforme GNU/Linux. Ha progettato e implementato soluzioni IT per aziende di vario tipo e dimensione. Il suo obiettivo è integrare Linux in maniera trasparente in ambienti dotati di sistemi differenti, come Windows e macOS, creando benefici immediati per utenti finali e clienti. Ha pubblicato centinaia di articoli su numerose riviste nazionali.

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