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Farsi una cultura pazzesca e gratis, con gli e-book

16 Novembre 2004

Farsi una cultura pazzesca e gratis, con gli e-book

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Gli e-book, più che un business, sono una straordinaria opportunità culturale. L'abbondanza di offerta disponibile per il download significa un accesso molto free alla biblioteca globale della storia.

È da un po’ di tempo che degli e-book si parla poco. Sarà che son passati di moda, sarà che gli opinionisti hanno trovato altri temi più freschi per fare notizia, sarà perché the Next Big Business ha ancora una volta mancato di materializzarsi.

Io, onestamente, non so quanto valga, in termini monetari, questo business. E non so nemmeno quanta gente davvero usi gli e-book.

Penso però, da un punto di vista sociologico/politico/culturale, che gli e-book siano una grande opportunità, per tutti noi.

Molti utenti non hanno idea della ricchezza letteraria disponibile online. Disponibile a pagamento, ma soprattutto disponibile gratuitamente.
A pagamento i blockbuster, i libri di successo.
A gratis, tutto il resto.

Tutta la letteratura minore, la letteratura dimenticata, la saggistica. Tutti i libri di cui i diritti d’autore sono scaduti da tempo.

Lo so, leggere libri su uno schermo elettronico è una cosa che rompe le abitudini consolidate, e che per molte persone si rivela quasi impossibile.

Io, più o meno forzatamente ho dovuto abituarmici.
Ho iniziato per lavoro a fare a meno della carta: sono sempre in movimento, la carta pesa, ingombra e si perde. E i costi strepitosi dell’inchiostro della mia stampante mi hanno ulteriormente disincentivato a stampare documenti corposi.

Così mi sono abituato e sono passato al paperless office. Con alcune eccezioni, principalmente legate alla mia commercialista.

Essendo sempre in movimento mi è poi venuto naturale, oltre che leggere e consultare documenti, scrivere in modo digitale; e dato che per sfruttare i tempi morti non c’è di meglio che scrivere i miei articoletti, e visto che mentre aspetto la metropolitana è scomodo usare il portatile, sono da tempo passato a scrivere sul palmare.
Tanto per dirne una, sto scrivendo questo pezzo mentre attendo un aeroplano, sul mio Treo d’annata: per mia fortuna è un viaggio mordi e fuggi e posso fare a meno di trascinarmi dietro qualche chilo di portatile, oggi.

Non sempre però, nei momenti interstiziali ho poi davvero tutta questa voglia di lavorare. Ho anche voglia di leggere. Ed ho scoperto gli e-book.

C’è voluta un po’ di pazienza ma mi sono abituato abbastanza rapidamente. E adesso posso portarmi dietro una mezza biblioteca sul PDA quando viaggio. Sempre disponibile, per nulla ingombrante. E soprattutto poco pesante: cosa fondamentale se tenete conto che Ryanair (la mia linea aerea ufficiale tra la Spagna e l’Italia) vi fa pagare 7 Euro al kg per il bagaglio sovrappeso. Chi ha detto che la cultura non va a un tanto al chilo?

Il vantaggio principale, per me, non è però tanto negli aspetti pratico/pragmatici: è stata la possibilità di leggere tutta una serie di libri che non avrei mai scoperto.

Da appassionato di vela (e semi professionista del settore), ho potuto con grande soddisfazione avere accesso a classici come “Sailing alone around the world” di Joshua Slocum, a non classici come “Two years before the mast” che mi ha sconvolto presentandomi la preistorica California dell’800 o studiare la nascita della marina Inglese in “Elizabethan Sea Dogs” di William Wood .

Libri rari in una libreria o una biblioteca tradizionale, fondamentali per scoprire come si andava per mare nei secoli scorsi.
Libri che, non avendo nessun potenziale commerciale, nessuna casa editrice si prenderà mai la briga di ripubblicare. Condannando così la quasi totalità della produzione letteraria mondiale a decomporsi nella pattumiera della storia. O, per essere più ecologically-correct, a riciclarsi nel compostaggio della frazione umida della storia.

Ho potuto riscoprire, a gratis e senza sbattermi, le favole di Esopo, le Mille e una notte, interessarmi della mitologia egizia assolutamente ignorata ai tempi della scuola, rimpolpare la mia scorta di favole serali con “Just so Stories” di Kipling.

Ho potuto provare e sperimentare generi, libri e autori sconosciuti, senza rischio.

In questo, il sistema della letteratura online fa, legalmente, quello che il download di Mp3 fa illegalmente: permette di sperimentare, di espandere la propria sfera di conoscenze ed interessi senza incappare nel fattore frenante del prezzo. Senza doversi domandare se vale la pena di spendere quei 7, 10 o 20 euro per provare un libro che non sappiamo se ci potrà piacere ed interessare, limitando così la scoperta, la serendipità letteraria, l’allargamento dei nostri orizzonti.

Sono quindi diventato un affezionato consumatore e sperimentatore di libri e testi elettronici.
Per il palmare, attingendo a piene mani da BlackMask o da Memoware.com.
Sul portatile scavando nell’infinita mole di testi disponibili sul Progetto Gutenberg (che con poca fatica si possono poi trasportare sul PDA).
Ci sarebbe poi da riflettere sull’opportunità che il mezzo e-book presenta per i giovani autori, per la letteratura alternativa, per i libri no profit.
Più o meno ovviamente la linguia ufficiale degli e-books free è l’inglese, ma qualcosina in italiano si trova: certo che se ci fossero un po’ più di volontari a darsi da fare a digitalizzare libri nella lingua di Dante, l’offerta online sarebbe più abbondante…

Chiaro, il libro “vero” non sparirà.
Io amo collezionare i miei libri; come tanti hanno già detto, adoro il profumo della carta, guardare i miei libri disordinatamente allineati nella libreria, sfogliare un volume dagli angoli consumati per qualche minuto prima di addormentarmi.

Il libro “fisico”, in tanti casi, diventa un prodotto gratuito di cui si paga il servizio: se prendiamo per esempio un classico della strategia aziendale “L’arte della guerra” di Sun Tsu, possiamo decidere se pagarlo tra i 4 e gli 8 euro comprandolo in forma tangibile su IBS o averlo gratis scaricandolo on line. Il prodotto è lo stesso, cambia il confezionamento. E le possibilità/modalità di fruizione. E a seconda dei casi è meglio l’una o l’altra forma. Idem per “Unleashing the ideavirus” di Seth Godin. 11 dollari o zero dollari. E in caso qualcuno pensi che il download disponibile ammazzi le vendite della carta, il libro suddetto, pur essendo un saggio e molto “verticale”, è ancora al 6400° posto nella classifica delle vendite di Amazon, dopo 3 anni dalla sua pubblicazione…

Il futuro della letteratura di certo è sulla carta, e l’editoria elettronica, per molto tempo ancora avrà un ruolo ancillare. Ma potenzialmente straordinario.

Io credo che, se si riescono a superare i limiti tecnologici, di resistenza al mezzo, di abitudine, questa massa di conoscenza liberamente disponibile on line sia un potenziale pilastro della tanto discussa democratizzazione della cultura.
Mettendo conoscenza, divertimento, esplorazione e arricchimento alla portata di quanti vogliano leggere, indipendentemente dalla condizione economica e dai crescenti costi della letteratura.

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