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E-voto: candidati scelti online?

05 Ottobre 2000

E-voto: candidati scelti online?

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Il recente dibattito sul metodo per scegliere il candidato del centro sinistra in Italia ha riportato alla mente un esperimento che ai primi di agosto ha stimolato l'interesse di molti negli Stati Uniti

Il partito Riformatore statunitense, di scarse dimensioni e peso rispetto ai colossi Democratico e Repubblicano, ha individuato il proprio candidato alle presidenziali anche grazie alla democrazia elettronica: oltre alle normali formalità di voto è stata data la possibilità a chi volesse di votare via Internet il proprio candidato preferito.

Sono state inviate 800.000 schede di voto, e il votante ha potuto scegliere se rispedire le stesse compilate o collegarsi ad un sito dedicato, e grazie ad un PIN accluso, dare la propria preferenza online. Il sito è stato fornito da una società di consulenza, Eballot, che si occupa esclusivamente di democrazia elettronica. Fornire questi servizi a enti governativi negli States è un business in forte espansione ed Eballot si è aggiudicata l’appalto perché ha fatto il preventivo più basso: solo un milione di dollari, tutto compreso.

Le esperienze precedenti sono di scarso interesse: le elezioni primarie dei democratici in Arizona a marzo sono state ampiamente criticate perché in odore di e-brogli; quelle in Alaska, legate al partito repubblicano, a gennaio hanno visto la partecipazione di solo 35 votanti on-line. In chiave ironica, il papà della famosa vignetta Doonesbury, Garry Trudeau ha proposto il proprio candidato alle presidenziali che svolge una fervente ed esilarante attività politica esclusivamente via Web.

Il partito riformista ha invece ottenuto un discreto successo di pubblico, con quasi 80.000 votanti e la schiacciante e-vittoria del candidato Pat Buchanan.
L’idea di una votazione elettronica per definire il candidato premier in Italia sembra ancora distante, anche se piuttosto stimolante. L’e-voting potrebbe garantire ai politici un maggiore appeal nei confronti di alcune fasce di età che si stanno staccando sempre più dalla politica attiva, proponendo un’immagine svecchiata di una classe dirigente politica che non sempre si riesce ad immaginare reale.

Il vantaggio competitivo che ne deriva non è facilmente stimabile, e rimane legato soprattutto ad un forte ritorno d’immagine. Per questo motivo occorre scegliere con cura la società specializzata che se ne dovrà occupare e dare la maggior visibilità possibile all’iniziativa.

I segnali confortanti che provengono dal ministro Bassanini e dal Piano d’azione per la Società dell’Informazione da lui voluto e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, fanno ben sperare in un’ottica di e-government. Il passo verso la e-democracy è successivo, e gli stimoli da parte di amministratori ed amministrati non sembrano mancare.

Per ulteriori informazioni:
http://www.duke2000.com
http://www.eballot.net/rpusa/report.htm

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