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Amiamo storie, prima che il loro supporto

11 Gennaio 2012

Amiamo storie, prima che il loro supporto

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«Questo mondo che sta cambiando forma richiede un grande adattamento da parte di chi lavora nell’industria culturale, ma è anche un’avventura per i lettori che stanno entrando in un territorio di scoperta diverso e più ricco», scrive Granieri introducendo "Oltre la carta" di Letizia Sechi

Se guardiamo all’idea di libro digitale, la cosa meno interessante potrebbe essere il fatto che il libro sta “diventando digitale”. Certo, tocca le nostre preferenze personali, la rassicurante certezza del volume di carta tra le mani. Tocca persino elementi sociali (mostrare la copertina di un libro che si legge in treno è una forma di comunicazione) e di architettura di interni: cosa arreda meglio dei libri di carta?

Eppure la carta è un supporto, esattamente come i bit del digitale. Quello che noi realmente amiamo sono le storie o i pezzi di conoscenza che diventano nostri quando accediamo al pensiero di qualcuno in forma scritta. Se cambia il supporto – e se questa innovazione viene accettata da milioni di persone – significa che ci sono dei vantaggi. Nessuno di noi è mai stato obbligato a passare agli .mp3 o a doversi informare online.

Il cambiamento di supporto, però, è solo l’innesco di processi molto più profondi. Il mondo del libro, quello che gli addetti ai lavori chiamano editoria (ma anche l’idea di libro nella mente del lettore), si disegna “intorno” alle proprietà funzionali del supporto. Per secoli il migliore che avevamo è stato la carta e ci abbiamo lavorato molto. La carta è complicata da stoccare, da distribuire, da far trovare ai lettori. In tutto questo tempo c’è stato un grande cammino verso la massima ottimizzazione possibile: abbiamo migliorato la distribuzione, abbiamo inventato le biblioteche (che, da un punto di vista sociale, sono dei punti di accesso a libri che altrimenti non sarebbero accessibili) eccetera.

Ora, la carta ha finito il suo ciclo di innovazione. E inizia quello del digitale.

Alcune proprietà del libro digitale sono dirompenti. Innanzitutto la distribuzione cessa di essere un problema: tutti i libri sono allo stesso clic di distanza da tutti i lettori. I costi di pubblicazione tendono a zero, quindi molti più autori possono confezionarsi il loro libro. I filtri, che prima determinavano cosa poteva essere pubblicato o meno, cambiano: non è più necessario selezionare il libro a monte, in base al numero di copie che può vendere. Eccetera, eccetera. Intorno a queste proprietà funzionali, passo dopo passo, si ridisegnerà tutto il sistema che regola il rapporto tra libri e lettori.

Ma tutte le nuove soluzioni portano con sé nuovi problemi. Questo mondo che sta cambiando forma – e siamo appena nella fase embrionale – richiede un grande adattamento da parte di chi lavora nell’industria culturale, ma è anche un’avventura per i lettori che stanno entrando in un territorio di scoperta diverso e più ricco. Una trasformazione profonda, si sa, costringe tutti a dover imparare qualcosa di nuovo.

“Sfogliando” queste pagine entreremo piano piano, ma con molto metodo, in un universo che sta cambiando. Ricco di stimoli e di opportunità, spinto quotidianamente dall’innovazione (come sempre succede con il digitale) e aperto all’idea che qualsiasi cosa si modifichi intorno all’idea di libro è un qualcosa che si modifica intorno al beneficio per il lettore. Che è sempre più centrale nell’editoria del XXI secolo.

Giuseppe Granieri
@gg



Pubblicato originariamente come prefazione a Oltre la carta di Letizia Sechi. Scopri la collana di ebook Apogeo dedicati all’editoria digitale.

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