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Y2K: questioni legali ed eccessivo allarmismo

09 Dicembre 1999

Y2K: questioni legali ed eccessivo allarmismo

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Uno dei nodi centrali a latere dell’approssimarsi del Y2K riguarda non i PC ma le aule dei tribunali. Cresce infatti il numero di grande aziende che vanno sporgendo denuncia contro le società di assicurazione che rifiutano di pagare le spese relative all’upgrade dei sistemi informatici in vista del “millennium bug”. Nomi quali Xerox, GTE, Unisys hanno già provveduto a citare in giudizio i rispettivi assicuratori, e gli esperti prevedono che tale pratica potrebbe totalizzare una richiesta per danni complessiva pari a 35 miliardi di dollari. In pratica le aziende vorrebbero avvalersi della clausola, comune nelle polizze standard, che prevede la copertura dei costi relativi alla riparazione delle apparecchiature per minimizzare possibili perdite di introiti. Posizione ovviamente non condivisa dalle società di assicurazione, per le quali tale clausola va applicata solo in casi di problemi improvvisi e inattesi, evento che non può certo applicarsi al Y2K, di cui si va pubblicamente parlando da molto tempo. Da notare che, nella maggioranza dei casi, la recente legislazione USA non considera giuridicamente responsabili i produttori di hardware e software “fallace”.

Secondo altri esperti, invece, il vero problema sarebbe l’eccessivo allarmismo che va diffondersi un po’ ovunque. Ciò grazie anche ad avventate previsioni di economisti poco attenti, come spiega un professore della University of British Columbia. Il quale cita come esempio il maggior economista della Deutsche Bank, che tempo addietro aveva previsto nel 2000 un 70 per cento di possibilità per una “severa recessione economica a livello mondiale” provocata dal Y2K. Recentemente tale stima è stata drasticamente ridotta a un “possibile riflusso di sei mesi”. Dulcis in fundo, il Gartner Group prevede che entro la fine dell’anno in corso, circa l’80 per cento dei costi aziendali connessi al “millennium bug” verranno utilizzati per le relazioni pubbliche, e non per la sistemazione del software.

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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