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Viaggiare senza biglietto

29 Marzo 2012

Viaggiare senza biglietto

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Il problema vero al momento di incontrare nuove persone in ambiti professionali resta fare la giusta impressione, più che avere o meno un identificativo in tasca.

Il Los Angeles Times ha aggiunto una voce all’elenco delle entità minacciate di estinzione dall’avvento dell’era digitale: il biglietto da visita.

La loro produzione negli Stati Uniti sarebbe in calo costante dalla fine degli anni novanta e nel 2011 la loro incidenza sul business della stampa ammonterebbe a 211,1 milioni di dollari, il 13 percento in meno rispetto a cinque anni prima.

Il servizio cita l’attitudine verso la questione di Diego Berdakin, fondatore del sito di commercio elettronico BeachMint, che ha raccolto 75 milioni di dollari in venture capital senza l’aiuto dei fatidici biglietti:

If someone comes in to meet me, we’ve already been connected through email, so it really doesn’t feel like a necessity in my life. When I go into a meeting and there are five bankers across the table, they all hand me business cards and they all end up in a pile, in a shoe box somewhere.

Non così in fretta, si commenterà da bastioni anagrafici antecedenti la generazione Y. In effetti il biglietto da visita rappresenta un problema complicato di comunicazione interpersonale nei tempi dell’elettronica. Distribuire rapidamente in modo digitale coordinate personali a individui selezionati è un vantaggio e sono nate app come Bump, mentre in Giappone si è diffuso l’uso dei QR Code stampati sui biglietti. D’altro canto ci sono situazioni – il classico ascensore, o la sala congressi seminterrata priva di segnale – nelle quali l’analogico risolve brillantemente la situazione. E le informazioni dei biglietti servono, perché fatichiamo a ricordare i nomi di chi incontriamo.

Un geek frequentatore di Slashdot ha avuto un’idea diversa: distribuire penne serigrafate con il proprio indirizzo email.

Forse la questione è proprio distinguersi. Da molti anni ho rinunciato ai biglietti da visita miei: intasco quelli dei miei contatti e poi invio loro un messaggio di posta e il mio file vCard in allegato. È un buon follow-up di una occasione professionale e finora mi è parso adeguato. D’altronde, l’efficacia di un biglietto da visita è realmente misurabile?

L'autore

  • Lucio Bragagnolo
    Lucio Bragagnolo è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa di mondo Apple, informatica e nuove tecnologie con entusiasmo crescente. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive.

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