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Un’organizzazione americana contro il copyright su Internet

24 Maggio 2002

Un’organizzazione americana contro il copyright su Internet

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Un'applicazione Web consentirà ai motori di ricerca di mettere a disposizione degli utenti le opere dell'ingegno sottratte alle norme sul diritto d'autore e rese di dominio pubblico. Il progetto prevede anche la creazione di un "santuario universale del sapere", liberamente accessibile

L’organizzazione americana Creative Commons sta mettendo a punto un nuovo sistema che consentirà ai motori di ricerca che operano sulla Rete di individuare e segnalare agli internauti le opere dell’ingegno di dominio pubblico, cioè non soggette alla legge sul copyright, presenti online.

L’obiettivo è quello di favorire tutti coloro (fotografi, cineasti, scrittori, musicisti, web master ecc.) che vorrebbero rendere pubblico il proprio lavoro e liberarsi dai vincoli imposti dalla disciplina sul diritto d’autore vigente negli Stati Uniti.

Il progetto di Creative Commons – al quel stanno lavorando anche alcuni professori di diritto delle più famose università americane, come Stanford e Harvard – consiste nella creazione di un’applicazione Web che permetterà agli autori di opere dell’ingegno di renderle di dominio pubblico e agli utenti di Internet di fruire di tali opere senza violare le norme sul copyright.

Le leggi americane sul diritto d’autore hanno, infatti, una spiccata connotazione commerciale – che può arrivare, in alcune ipotesi, persino a privare l’autore dell’opera di ogni possibilità di influire sulla sua fruizione – e che si è ulteriormente accentuata in rapporto alla diffusione sul Web, cioè in un contesto in cui le violazioni sono sempre più frequenti e più facilmente realizzabili.

Attraverso il sistema in questione, invece – che non ha nulla a che vedere con i progetti paralleli per la diffusione del software libero, promossi da Richard Stallman, fondatore della Free Software Foundation e autore della GPL, General Public License – i creatori di opere potranno stabilire essi stessi le condizioni in base alle quali sarà possibile copiare modificare o diffondere il loro lavoro.

I promotori del Creative Commons hanno già raccolto la somma di un milione di dollari, per finanziare il loro progetto, e sperano di riuscire a creare, in futuro, un “santuario universale del sapere”, che consenta di riunire tutte le opere considerate patrimonio dell’umanità, sottraendole a qualunque forma di appropriazione privata.

L'autore

  • Annarita Gili
    Annarita Gili è avvocato civilista. Dal 1995 si dedica allo studio e all’attività professionale relativamente a tutti i settori del Diritto Civile, tra cui il Diritto dell’Informatica, di Internet e delle Nuove tecnologie.

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