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Un notebook a 100 dollari per i paesi emergenti

03 Agosto 2005

Un notebook a 100 dollari per i paesi emergenti

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Combattere efficacemente il digital divide: questo sogno del Media Lab del MIT sta diventando realtà. Dopo la Cina, infatti, anche il Brasile si interessa al progetto HDLP

Il direttore del Media Lab al MIT (Massachusetts Institute of Technology) Nicholas Negroponte, uno dei più influenti “guru” di Internet, ha fatto un sogno: quello di fare entrare le nuove tecnologie nel quotidiano di centinaia di milioni di persone rimaste in disparte e lontane dalla rivoluzione Internet. Per questo ha lanciato il progetto “100 dollar Laptop Project” (HDLP), un’iniziativa che, a prima vista, sembra sfidare tutte le leggi di mercato.

Ma quest’idea, le cui linee guida sono state presentate nel gennaio 2005 in occasione del forum economico mondiale di Davos (Svizzera), ha fatto strada. Dopo la Cina, infatti, il Brasile ha appena organizzato un gruppo di lavoro sull’argomento (le cui prime conclusioni dovrebbero essere diffuse alla fine di agosto), mentre il presidente Luiz Inacio Lula da Silva anticipa già che il suo paese potrà produrre 2 milioni di notebook a basso costo. Una metà sarebbe distribuita gratuitamente nelle scuole e l’altra sarebbe dedicata all’esportazione.

Tecnicamente parlando, l’HDLP possiede una configurazione di tutto rispetto: dotato di una scheda Wi-Fi, questo computer portatile di nuova generazione sarebbe fornito di molte porte USB, di un processore da 500 MHz, di 1 Gb di memoria e, ovviamente, di display.

Per mantenere bassi i costi, i promotori dell’HDLP testano molte tecnologie di visualizzazione su schermo, come l’utilizzo d’inchiostro elettronico o di proiezione di immagini, che permetterebbero di ridurre i costi di produzione di questa parte del notebook. Infine, per evitare i problemi d’investimenti troppo consistenti nelle licenze di software, l’HDLP si baserebbe sul sistema operativo Linux.

La Cina come paese test?

Molti grandi nomi dell’industria informatica o di Internet, ad esempio AMD, Google, Red Hat o News Corp., hanno già mostrato uno spiccato interesse per il progetto del laboratorio di ricerca americano. Molto concretamente, Nicholas Negroponte spera di potere iniziare la produzione di questo notebook entro la fine del 2006 o per l’inizio del 2007.

Secondo la BBC, sarebbe per questo in trattative con il ministero dell’istruzione cinese (220 milioni di studenti), che potrebbe fare un ordine ingente. L’HDLP non ha infatti possibilità di essere venduto direttamente al pubblico, ma può essere comperato e poi distribuito dalle autorità di un paese.

Non è la prima volta che circola l’idea di un computer a prezzi molto bassi. Molti anni fa, in India, l’arrivo del Simputer, oggi distribuito da Picopeta, pareva ricco di promesse. Questo ibrido tra un PDA e un Tablet-PC era destinato in modo prioritario alle popolazioni rurali svantaggiate ma, a quattro anni dal suo lancio, i risultati non sono all’altezza delle aspettative. Secondo il Washington Post, infatti, Picopeta avrebbe venduto nell’anno 2004 soltanto 2.000 unità, una cifra molto lontana dalle 50.000 preventivate. Inoltre, appena il 10% del materiale comperato era destinato ad un utilizzo in ambiente rurale.

Poi c’è Novatium che si prepara a immettere sul mercato, nei prossimi mesi, un computer a un prezzo compreso tra 70 e 75 dollari. Si tratterà però di un client leggero, cioè una macchina senza autonomia né potenza di calcolo, che può funzionare soltanto collegata a un server a distanza. Questo computer, inoltre, sarebbe fornito senza monitor, anche se il produttore intende proporre al pubblico schermi d’occasione per non far lievitare troppo il costo totale.

Eppure, ad alcuni mesi del secondo appuntamento del vertice delle Nazioni Unite sulla società dell’informazione (SMSI) che deve tenersi quest’autunno a Tunisi, il sogno di un computer a 100 dollari prodotto in massa per i paesi emergenti non è mai sembrato così vicino alla realtà come adesso. Chissà che il sogno di Negroponte non sia prossimo ad avverarsi!

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