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Un felice Natale per l’e-commerce, ma il negozio resta la meta preferita dei consumatori

23 Novembre 2001

Un felice Natale per l’e-commerce, ma il negozio resta la meta preferita dei consumatori

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Come sempre in questo periodo compreso tra la Festa del Ringraziamento e il Natale, negli Stati Uniti si fanno previsioni sugli acquisti. Naturalmente, oltre a quelle tradizionali vengono sondate le intenzioni all’acquisto online.

E quello che ci dicono, quest’anno, le società specializzate non è dissimile da quanto ci hanno detto l’anno scorso: il commercio elettronico va a gonfie vele anche se i negozi tradizionali restano al vertice del consumo e i negozi online tendono a banalizzarsi.

Le spese fatte su Internet dovrebbero aumentare tra il 15 e il 40 %, per attestarsi tra i 10 e i 12 miliardi di dollari per il periodo festivo, che è iniziato ieri con il Thanksgiving e si chiuderà l’1 febbraio.

Dunque, un periodo questo che si annuncia promettente per il commercio online in rapporto a quello tradizionale al dettaglio, che dovrebbe ridursi o, nella migliore delle ipotesi, rimanere stabile visto il rallentamento economico americano.

Secondo Jupiter Media Metrix, dopo la scorpacciata fatta dal settore online tra la fine del 1999 e il 2000 (con una crescita rispettivamente del 126 % e del 54 %), malgrado il veloce aumento del numero di utenti Internet, la porzione del commercio elettronico si è vistosamente “normalizzata”.

Complice, la scomparsa delle start-up che in periodi felici spendevano e spandevano fortune in spot pubblicitari con la speranza di attirare l’attenzione e poter così capitalizzare il fenomeno Internet.

Il sito eToys.com, che nel passato minacciava di detronizzare i grandi della vendita di giocattoli come Toys R Us era incappato in uno dei più fragorosi fallimenti della storia della Rete. Adesso riaprirà sotto l’ala della catena di giocattoli KB Toys.

I grandi nomi della distribuzione tradizionale, poi, si sono attrezzati per la nuova sfida recuperando in fretta il terreno nel commercio elettronico nei confronti dei nuovi avversari e, forti dell’esperienza maturata in decenni nei settore della vendita al dettaglio, hanno sbaragliato la concorrenza. Tutti, ad eccezione di Amazon.com.

Scrive Sean Kaldor, analista di Nielsen Netratings: “Se l’anno 1999 è stato l’anno dell’attacco delle dotcom e il 2000 quello della riscossa dei negozi tradizionali, il 2001 sarà l’anno della normalizzazione”.

E aggiunge: “Con il 62 % degli americani che hanno accesso a Internet, il commercio elettronico è sempre più toccato dalle tendenze economiche globali”.

Circa un consumatore su quattro, attirato da prezzi quasi sempre interessanti e dalla convivialità dei siti, comprerà regali su Internet secondo le stime dell’istituto economico della Conference Board.

Una mano al commercio elettronico dovrebbe arrivare anche dalla paura e dai problemi sollevati dagli attentati dell’11 settembre.
“Meno americani vorranno viaggiare per aereo – dice un analista della Jupiter MMX – e quelli che lo faranno saranno sempre meno tentati dal portare pacchetti e pacchettini attraverso i dispositivi di sicurezza”.

Malgrado questo, numerosi consumatori se è vero che useranno Internet per informarsi sui prodotti e comparare i prezzi, alla fine preferiranno mettersi cappotto, sciarpa e andare per negozi per comprare i regali, con i tasca, magari, le stampate da Internet dei prodotti con i loro prezzi.

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