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Sun Java Desktop System: una soluzione per standardizzare i desktop Linux

02 Maggio 2005

Sun Java Desktop System: una soluzione per standardizzare i desktop Linux

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Il successo di Linux in ambito server è indiscusso, come pure è evidente l'interesse che il settore commerciale sta dimostrando nei confronti del Pinguino in tutti i compiti in cui è necessario erogare servizi a client eterogenei

Lo stesso successo non si riscontra, invece, in ambito client. Le postazioni degli utenti finali girano inesorabilmente su Windows e chi decide di adottare una soluzione alternativa sceglie piuttosto un Mac. Linux sembra molto lontano dall’avere una rilevanza in questo segmento di mercato.
Naturalmente il movimento Linux sta lavorando da tempo per modificare questa situazione ma al momento non sembra riuscirci con molto successo in questo intento. Le cause di questo fallimento possono essere molte ma gli insider sono convinti che è solo una questione di tempo. I programmatori lavorano senza sosta e appena la piattaforma sarà matura in ambito client, gli utenti passeranno progressivamente alla soluzione aperta.

La questione non è purtroppo così semplice, e i motivi del fallimento (momentaneo) in ambito client sono da imputarsi ad alcuni aspetti molto prativi. Tra questi il più rilevante è la mancanza di standardizzazione. Ogni distribuzione Linux interpreta in maniera differente il concetto di client, disorientando gli utenti non tecnici che sono abituati da anni ad avere un desktop dalla fisionomia stabile. Spesso anche tra una release e l’altra di una grande distribuzione vi sono differenze vistose e questo rende ancora più complicata la situazione. Non bisogna mai dimenticare che molti utenti possono avere impiegato anni ad acquisire la conoscenza del sistema operativo che usano, e non sono tanto disposti a cestinare le proprie fatiche in nome della purezza di un sistema operativo aperto.

Una risposta a questo problema viene proposta da Sun con una distribuzione Linux denominata Java Desktop System.

Il giusto equilibrio

Gli aspetti interessanti di questa soluzione sono diversi. Per cominciare si tratta di una distribuzione pensata da subito come client. Una volta completata l’installazione non si avrà un server mascherato da client e non si avranno le centinaia di applicazioni e di servizi che le distribuzioni generiche installano sull’hard-disk. Questa ricchezza è certamente interessante per un tecnico ma disorienta l’utente che concepisce il computer come mero attrezzo da usarsi al minimo indispensabile.

Sempre nell’ottica client si ha un desktop organizzato con un tema grafico familiare, riducendo in questo modo l’impatto iniziale. Viene anche usata una nomenclatura in linea con altri sistemi operativi commerciali e sono “riciclati” alcuni concetti come la cartella dei documenti e le risorse di rete. Il drag and drop, il copia e incolla e molte combinazioni di tasti standard sono implementati fedelmente in questa distribuzione.

Tutto questo è pronto da subito, senza configurazioni particolari. Risulta quindi facile standardizzare tutti i sistemi client Linux tramite la procedura di installazione lineare offerta da Sun. Tutte le macchine dell’ufficio avranno così la stessa fisionomia.

Si è in precedenza citato la presenza di un numero essenziale di applicazioni. La scelta è caduta su strumenti necessari per un ambito produttivo come una suite office (Star Office 7), il browser (Mozilla), il client di posta elettronica (Evolution) e una serie di componenti ritenuti universali come Java, Adobe Acrobat Reader, Macromedia Flash e RealPlayer. Sono naturalmente supportati anche tutti i tipi di dati multimediali comuni.

Questa combinazioni di prodotti risulterà sufficiente per molte realtà produttive dove ci si limita a scrivere testi, a compilare fogli elettronici e a scambiare posta elettronica.

I problemi maggiori potrebbero comunque nascere sulla suite Office. Molti utenti puntualizzano che nonostante la suite StarOffice sia completa, vi sono a volte problemi di interscambio dati tra Microsoft Office e la suite Sun. Questo potrebbe però presto diventare un ricordo: Sun ha annunciato un progetto di collaborazione con Microsoft per dare piena interoperabilità. Dovrebbe cioè essere disponibile a breve uno strumento per convertire in maniera sicura e completa i file di Microsoft Office verso Sun StartOffice. Questo strumento sarà certamente uno dei risultati più rilevanti scaturiti dal recente avvicinamento dei due colossi dell’informatica.

Strade aperte verso il mondo proprietario

È chiaro che se sussiste la necessità di usare applicativi nativi, tutto il vantaggio di Linux sul client decade immediatamente, costringendo all’uso di sistemi operativi proprietari. Bisogna però rilevare che diversi prodotti commerciali, per esempio alcuni gestionali escono oggi in modalità Linux e alcuni pacchetti aziendali sono disponibili in modalità di Web service. Non si tratta ancora di una percentuale preponderante del mercato ma si nota una tendenza in questa direzione.

Le realtà che fanno uso di applicativi nativi hanno comunque la strada di installare i componenti client nativi su un server proprietario e fare in modo che gli utenti su Linux vi accedano in modalità terminale tramite il protocollo RDP. In questo modo è possibile usare un applicativo Windows su una finestra Linux. In questo caso si perde però il vantaggio economico in quanto si devono comunque acquistare le CAL per i servizi terminale sul server.
Vi è poi in Italia una percentuale consistente di aziende che hanno le informazioni aziendali su AS/400. Gli utenti accedono a tale risorsa con un terminale. Questa categoria di utenti potrebbe certamente trarre vantaggi economici dall’uso di Sun Java Desktop System.
In ogni caso l’aspetto monetario risulta interessante se si considerano i benefici nell’ambito della sicurezza. I virus scritti per funzionare su piattaforme proprietarie non potrebbero attivarsi su Sun Java Desktop System. Nessun rischio e nessuna necessità di rinnovare annualmente le licenze antivirus per il parco di client Linux.

Caratteristiche tecniche

Sun Java Desktop System è basato su SuSE Linux Desktop 1.0 e integra a livello grafico Gnome 2.2. È raccomandato un Pentium III a 600 MHz, 256 Mbyte di memoria e 4 Gbyte di spazio su disco. Si consiglia una risoluzione video di almeno 1024×768.

Nel caso di acquisto di una licenza di gruppo è disponibile un componente server per la distribuzione dell’installazione, la gestione centralizzata delle patch e l’inventario dei sistemi.
Il componente centrale permette anche la creazione di profili utenti e di gruppi e la gestione centralizzata dei diritti utente, delle politiche di accesso e delle impostazioni.

Sempre dalla console è possibile prendere il controllo completo di un client ed eseguire operazioni di manutenzione a distanza.

La licenza include un abbonamento annuale per gli upgrade delle postazioni. Concluso l’anno è necessario aggiornare l’abbonamento per poter ancora usufruire di questa opportunità.

L'autore

  • Silvio Umberto Zanzi
    Silvio Umberto Zanzi è un sistemista con oltre vent'anni di esperienza su piattaforme GNU/Linux. Ha progettato e implementato soluzioni IT per aziende di vario tipo e dimensione. Il suo obiettivo è integrare Linux in maniera trasparente in ambienti dotati di sistemi differenti, come Windows e macOS, creando benefici immediati per utenti finali e clienti. Ha pubblicato centinaia di articoli su numerose riviste nazionali.

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