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Settimana delle Libertà

16 Aprile 2004

Settimana delle Libertà

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L'accessibilità della conoscenza prodotta attraverso i nuovi media è il tema della settimana di incontri che si svolgerà tra Siena, Firenze, Milano, Torino e Roma in cui si affronterà il tema della libertà della conoscenza da diversi punti di vista

Ultimamente si sente sempre più spesso parlare di “società della conoscenza”, in relazione agli sconvolgimenti portati nella nostra organizzazione sociale grazie all’avvento dei calcolatori elettronici. Questo abbinamento, però, rischia di creare delle pericolose illusioni; come -ad esempio- quella che l’avvento degli strumenti informatici sia di per sé sufficiente alla costruzione di questa nuova società. Ovviamente questo non è vero.

L’altro ingrediente fondamentale è la libertà e, dunque, l’accessibilità della conoscenza prodotta attraverso i nuovi media. Questo è il tema della settimana di incontri che si svolgerà tra Siena, Firenze, Milano, Torino e Roma in cui si affronterà il tema della libertà della conoscenza da diversi punti di vista: giuridico, sociale, artistico e tecnico; grazie alla partecipazione di personaggi chiave come Richard Stallman, fondatore del progetto GNU e inventore del concetto di Software Libero. La settimana è organizzata dall’Associazione Internazionale Hipatia e Free Software Foundation Europa, un’organizzazione mondiale, popolare e democratica i cui obiettivi sono:

  • La promozione di politiche pubbliche, di condotte umane e sociali che favoriscano la libera disponibilità, sostenibilità e socializzazione della tecnologia e della conoscenza
  • L’utilizzo solidale della conoscenza all’interno di un modello economico e sociale costruito sul principio dell’uguaglianza di tutti gli esseri umani in tutti i paesi del mondo.

Ecco alcuni esempi dei temi che verranno toccati nei vari incontri:

Libertà e software

Gli analfabeti informatici sono ancora molti nel nostro paese, e ancora di più nel mondo. Ciononostante il software sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle nostre vite, in quanto strumento attraverso il quale il cittadino viene messo in grado (o privato della possibilità) di esercitare diritti fondamentali quali il voto (attraverso il voto elettronico), la libera espressione (attraverso la comunicazione multimediale), la partecipazione alla comunità (attraverso la gestione automatizzata dei dati da parte delle P.A.).

Per questo motivo il software assumerà nei prossimi anni una importanza vitale anche per i non specialisti, e la libertà del software diverrà molto presto un pre-requisito fondamentale per la libertà dei singoli cittadini. In questo senso il lavoro di Richard Stallman e della Free Software Foundation (FSF) assumono un valore ancora più centrale in questi ultimi anni, affiancati da altri importanti attori come la Electronic Frontier Foundation (EFF) e la Foundation for a Free Information Infrastructure (FFII).

Libertà e arte

Il tema della difesa dei diritti degli autori delle opere d’arte è uno dei cavalli di battaglia dell’industria del divertimento. Sicuramente il sistema del copyright ha permesso, dalla sua invenzione ad oggi, un notevole miglioramento della qualità della vita degli autori, regalando all’umanità un bagaglio ricchissimo di opere di ogni genere. Oggi, però, sembra che il sistema sia in grave difficoltà nel continuare ad assolvere il suo compito: le grandi etichette discografiche e le grandi case editrici sembrano rispondere a criteri differenti e il proliferare di etichette e case indipendenti è un segnale forte di questa difficoltà.

I nuovi mezzi di distribuzione potrebbero aprire scenari inediti e inedite possibilità per la creatività di artisti emergenti e coraggiosi. Almeno questa è la convinzione di Gilberto Gil figura di spicco della musica brasiliana (nonché ministro della cultura dell’attuale governo), che ha deciso di rilasciare il suo prossimo album con una licenza Creative Commons, che garantirà libertà inedite agli acquirenti del disco.

Libertà e diritto

Attualmente assistiamo al fronteggiarsi di due concezioni giuridiche, che corrispondono in maniera abbastanza univoca a due modelli di pensiero e di business. La prima è quella che sostiene la necessità di una revisione delle leggi su copyright, brevetti e marchi registrati in senso più restrittivo per far fronte all’era dell’informazione, riducendo gli spazi di libertà per gli individui e le capacità innovative della ricerca pura. La seconda prevede di permettere, agli autori che lo desiderino, di decidere autonomamente quale livello di protezione desiderano dare alle opere del loro ingegno, aumentando in questo modo le possibilità di scelta dell’autore e del fruitore dell’opera.

Libertà nell’informazione

Internet ha cambiato in maniera irrevocabile il mondo dell’informazione. Lo stesso mestiere del giornalista come intermediario dell’informazione sta cambiando in maniera molto rapida. Ma questo risulta vero unicamente per chi utilizza la rete come strumento d’informazione. I mezzi tradizionali, per contro, non stanno in alcun modo approssimandosi al modello orizzontale e distribuito tipico della rete, bensì si evolvono verso un sistema sempre più centralizzato, in cui le notizie tendono a provenire da un numero di fonti decrescente. Questo fenomeno, sommato alle rigidità legislative erette a sua difesa, rischia di mettere seriamente in pericolo la tenuta della nostra società e della nostra democrazia. Quali le contromisure da adottare? Come riuscire a renderle di pubblico dominio?

Libertà nella formazione

In Europa i continui tagli al budget della scuola pubblica stanno mettendo a repentaglio ormai da anni la continuità e la qualità della nostra formazione. Le scuole, sempre più spesso spinte a cercare finanziamenti da parte dell’industria o dei privati in generale, rischiano di non riuscire più a fornire una formazione realmente aperta e libera, ma di chiudersi a rappresentare visioni parziali ed incomplete della realtà. Questo fenomeno mette in seria crisi lo scenario della società dell’informazione, perché a nulla può valere la grande disponibilità di informazioni a dei cittadini che non siano stati dotati degli strumenti atti a organizzarle, farle proprie e fruirne.

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