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Sempre più in basso

01 Ottobre 2015

Sempre più in basso

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Una politica commerciale che si appoggia sulle quantità è sufficiente a ridurre i prezzi di un computer a meno di dieci dollari?

La risposta è sì: è possibile produrre qualche tonnellata di computer ciascuno dei quali potrà essere offerto al mercato al prezzo mai visto prima di nove dollari, poco meno in euro al cambio attuale (otto euro, mentre scriviamo).
Un considerevole aiuto lo ha dato una campagna su Kickstarter che alla richiesta di 50 mila dollari ne ha raccolti oltre due milioni da oltre trentanovemila sostenitori. Ennesima conferma che un progetto ben redatto, che supporti un’idea innovativa e sia capace di rispondere a un desiderio latente, può fare la differenza.
Che si tratti di un computer a tutti gli effetti lo dimostra l’insieme delle caratteristiche. Sia sufficiente dire che viene venduto con un’installazione di Linux che comprende anche LibreOffice e una versione di Scratch, il linguaggio di programmazione che usa simboli elementari per introdurre al coding. Per l’operatività basta collegargli una tastiera e un video, che oltretutto sembreranno dei giganti in confronto al circuito stampato di 6 centimetri per 4 che comprende tutto l’hardware e le porte per collegarlo al mondo esterno.
L’idea di realizzare C.H.I.P., scheggia di nome e di fatto, è stata partorita da tre amici, Dave Rauchwerk, Gustavo Huber e Thomas Decker, i quali hanno unito passione e competenze per realizzare innanzitutto una fotocamera basata su Raspberry Pi in grado di produrre GIF animate facilmente inviabili ai social network.
Confortati da questa prima raccolta andata a buon fine con oltre settantamila dollari, hanno trovato sponsor e finanziatori che gli hanno permesso di intrecciare stabili contatti con produttori cinesi e puntare alla produzione di un computer in decine di migliaia di esemplari, abbattendo i costi al punto da poter presentarsi al mondo con il progetto del computer per tutti a meno di dieci dollari.

C.H.I.P.

Questo è un calcolatore essenziale ma completo. Costa nove dollari.


Le prestazioni sono di tutto rispetto, lavorando l’unità con clock del processore a 1 GHz con 512 MB di memoria RAM e 4 GB di memoria di massa a disposizione. La scheda include sia Wi-Fi che Bluetooth.
Oltretutto nulla toglie di acquistarne (scuole? Laboratori? Aziende?) qualche decina o, se proprio volete strafare, qualche centinaio. Perché il sistema operativo Linux può essere configurato per il computing distribuito, ove convenga lavorare contemporaneamente su più computer. E le dimensioni della scheda consentono di immaginare un supercomputer in uno spazio pari a quello di un normale PC da scrivania.
Ne parleranno anche a LinuxCon Europe, in particolare con un intervento dello sviluppatore Hans de Goede, il quale ne ha brevemente anticipato il contenuto in una recente intervista:

Ai partecipanti si darà un’idea di quello che C.H.I.P. può fare e la conoscenza sullo stato attuale del supporto e di ciò che potrebbe ancora essere implementato.

Raspberry Pi e Arduino in una versione immediatamente fruibile con un sistema operativo valgono ancora, confrontati con C.H.I.P., tanto oro quanto pesano? Ai prossimi maker l’ardua scelta.

Dave Rauchwerk con C.H.I.P.

Dave Rauchwerk con la sua creatura. Quando l’idea c’è, il prodotto vince.

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