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Se @palazzochigi parla ai passanti del web

22 Novembre 2011

Se @palazzochigi parla ai passanti del web

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Il caso dei tweet di Mario Monti che raccontano i primi giorni al governo, anche se alla fine non era davvero lui

Quando cerchiamo qualcosa in un ambiente che abitualmente frequentiamo ci sembra sempre di sapere dove trovarla. Ma per l’informazione online non è sempre così. Prendete ad esempio il bisogno di news che coprano le recenti vicende politiche dell’Italia. Sono in molti gli italiani su Twitter che in queste convulse giornate di consultazioni per la costituzione di un nuovo governo hanno seguito il succedersi degli eventi dietro l’account del futuro premier Mario Monti: @palazzochigi. Il 10 novembre scrive: «Austerità, sacrificio, serietà. Questa la cura per sistemare i 20 anni di sprechi. Mi attende un incarico difficile ma sono ottimista. #italia».

Il gioco continua

Il 14 novembre: «Mi domando se coloro che hanno paura dello #spread sanno cosa sia. Ci vuole serietà non panico in #Italia. Lavoriamo italiani!». Il 16 novembre: «Il team ha giurato e dopo una frugale celebrazione ci aspetta un austero lavoro nella massima serietà e rigore per l’#Italia e gli italiani». Chiariamo subito che si tratta di un fake, una di quelle operazioni di subvertaising dei linguaggi politici che attraverso l’ironia, più o meno pungente, giocano con la consapevolezza e l’inconsapevolezza del pubblico e delle istituzioni. Bastava andare sul profilo e seguire all’indietro i tweet per scoprire una realtà diversa in cui chi parla è Berlusconi, l’inquilino del momento di Palazzo Chigi. Il 30 maggio: «Adesso vediamo come se la cavano i napoletani, con i magistrati che chiudono le discariche e un loro amico come sindaco.#napoli #ballottaggio». Palazzo Chigi resta, il proprietario cambia e il “gioco” continua.

La cosa che colpisce, invece, è come sia professionisti del giornalismo e del web così come molti affamati di news si siano affrettati a leggere e re-twittare le perle di “sobria e rigorosa” saggezza del Monti fake. Basta leggere la raccolta fatta nello storify da uomoinpolvere con il titolo Sua Eccellenza il Palazzo | Questo Mondo Ormai È Marcio per scoprire come la giornalista Martina Sassoli consiglia di seguire l’account («É ora di seguire Mario Monti… Su @palazzochigi !!!») o i molti auguri che vengono fatti seriamente al profilo: «@palazzochigi speriamo in buoni cambiamenti!!! Buon lavoro presidente!», «@palazzochigi complimenti,sembra di essere in un paese normale.auguri.».

Banalità disarmante

Pensiamo di conoscere il luogo che frequentiamo, e la presenza dell’account giusto (@palazzochigi), che utilizza un tono che ci sembra coerente (l’ironia, se volete, è implicita e non immediatamente coglibile nel flusso) associato al bisogno che negli ambienti di comunicazione mediata come i social network le istituzioni siano presenti al pari nostro, crea un mix esplosivo di di (in)credulità: il dubbio viene sempre in un secondo momento, la fiducia nell’ambiente comunicativo prevale. Per questo le reazioni associate allo svelamento possono essere più o meno ruvide. Le troviamo nello storify di jumpinshark, PalazzoChigi su Twitter con serietà e sobrietà, in cui sono presenti i tweet del giornalista e parlamentare di area PD Andrea Sarubbi che racconta di aver segnalato l’account alla Polizia postale, ma anche le critiche che gli vengono fatte sulla repressione della satira; oppure troviamo chi ha segnalato direttamente a Twitter l’account come furto d’identità per chiederne la chiusura.

Nelle forme che l’attivismo politico assume online, una delle tattiche utilizzate è quella del detournement situazionista, manipolazione del senso a partire da un sovvertimento testuale. In questo caso esemplificato dall’ufficialità dell’account (che nel frattempo è stato chiuso) e dalla probabile-improbabilità del contenuto: il profilo, con l’immagine di Mario Monti e il rinvio ai siti ufficiali del governo, sforna status di una “banalità” disarmante – cioè ancorati al “fare” quotidiano, ad esempio «Finito il CDM dove abbiamo iniziato a progettare il piano di salvaggio e rigore con misure di austerità ora una frugale cena e poi riposo.», che propongono in modo reiterato aggettivi come “frugale”, “austero”, “rigoroso”. Attivismo politico… Potremmo meglio dire che si tratta di una forma che assume l’essere cittadini online in modi attivi, forma che poco ha a che spartire con la militanza di partito, ma che prevede comunque una componente passionale che si gioca nelle connessioni sul web. Per questo i giochi di re-tweet o di contestazione.

Svelamento

Certo, questa “colonizzazione” di un account istituzionale, al di là di una tattica di svelamento della politica, pone dei problemi. Non tanto di tipo etico, relativo al furto di identità, ma più strettamente di cultura del digitale. Come spiega bene Claudia Vago (aka @tigella su Twitter), che compie una quotidiana acuta selezione e diffusione dei contenuti politici online:

Chi come me auspica che istituzioni e enti pubblici usino sempre più il web per comunicare con i cittadini, aprire canali di dialogo, favorire la trasparenza spera che un giorno la presidenza del consiglio apra davvero un account Twitter e quel giorno, con ottima probabilità, lo troverà occupato. La mancanza di cultura digitale dei nostri amministratori e decisori è tale che porta inevitabilmente allo “squatting” di account da parte di chi è più veloce a registrarsi.

Capita quindi che nel nostro percorrere contenuti sparsi da cittadini con bisogni informativi ci imbattiamo in realtà ambigue, ironiche, ma anche ingannevoli, superficiali e non solo profonde: la cultura del digitale deve crescere anche sul versante del reperimento delle informazioni.

Giardiniere

Abitare in questi anni la rete mi ha insegnato che mi muovo in una realtà che molto spesso penso sia un giardino ben curato, ma che in realtà è un territorio diversificato con le sue asperità ed erbacce e trovare i sentieri migliori per affrontare il percorso che si vuole fare richiede dei punti di riferimento. Questi punti di riferimento li incontri casualmente durante le tue esplorazioni online alla ricerca di informazione o intrattenimento, quando frequenti social network di diverso tipo oppure attraverso segnalazioni in cui incappi. Finisce che ti costruisci una mappa per muoverti che non disegna il territorio, ma è fatta di punti di accesso che selezionano per te, ti indirizzano. Solitamente sono rappresentati da profili di cui hai imparato a fidarti e che hanno una loro reputazione. Finisce che tu stesso cominci a diffondere buoni contenuti che hai trovato selezionati ed impari a selezionare. Finisce che non ti lasci affascinare dal primo colpo d’occhio sul giardino ma quello che vedi sono i singoli arbusti e la loro cura. Non sarai un botanico professionista, ma un giardiniere amatoriale e non un semplice passante del web.

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