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Scivolone della CIA: scoperti cookies nel suo sito

22 Marzo 2002

Scivolone della CIA: scoperti cookies nel suo sito

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I cookies, quei fastidiosi, per la privacy degli utenti, file che registrano ogni nostro spostamento sul Web sono stati banditi negli Stati Uniti dal 2000 sui siti governativi.
Fa notizia, dunque, che l’uso di questa tecnologia sia stata scoperta sul sito Internet della CIA, l’agenzia spionistica americana.

L’imbarazzo è palpabile negli ambienti dell’agenzia e si parla di un errore non intenzionale.
“Il pubblico non deve preoccuparsi di essere soggetto di uno spionaggio che la CIA farebbe sugli internauti che visitano il suo sito – dice Mike Stepp, coordinatore del sito Web della CIA, in una nota della AP – Infatti, non avremmo veramente il tempo di fare questo genere di cose”.

I cookies sono file presenti sui personal computer e permettono di seguire la navigazione su Internet di una persona.
Utilizzati per facilitare la navigazione su un sito, possono anche servire per seguire gli spostamenti virtuali, cosa che ha fatto scattare le proteste delle associazioni di protezione della privacy.

Queste proteste avevano portato il governo americano a promulgare nel 2000, regole rigide riguardo l’uso dei cookies da parte delle agenzie federali.
Erano già stati scoperti nel sito dell’ufficio della Casa Bianca per la lotta anti-droga.

A scoprire che nel sito della CIA si utilizza questa tecnologia illegale è stato lo stesso presidente di una lobby, la Public Information Research, Daniel Brandt proprio visitando il sito in questione.

È stato visitando la sala di lettura virtuale che Brandt avrebbe ricevuto il cookie.

E pensare che sul sito della CIA è espressamente scritto che il “sito non utilizza cookies come altri siti fanno per raccogliere informazioni sulle vostre abitudini di navigazione”.

Da fonte CIA, si fa sapere che l’incidente si deve a un’azienda terza che ha rifatto il sito nel gennaio scorso, installando questa tecnologia, precisando, però, che assicurano che non è stata conservata nessuna informazione personale e che verranno distrutte due serie di file di connessione.

Solo l’estate scorsa, il Congresso in un’indagine aveva scoperto che esistevano ancora 300 cookies in attività in 23 siti governativi, malgrado il divieto.

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