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Schmap, la guida turistica collaborativa

01 Giugno 2006

Schmap, la guida turistica collaborativa

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Prendi delle mappe di qualità, i classici itinerari turistici, l'esperienza dei viaggiatori e le loro foto delle vacanze: così nasce la nuova l'applicazione killer per il turismo

Ci sono molti settori che attendono ancora la rivoluzione del web 2.0, intesa come possibilità di condividere la conoscenza e gestirla a livello collaborativo e collettivo. Uno di questi è il settore del turismo, in particolare nella sua manifestazione editoriale. Qual è infatti il primo passo per programmare un viaggio se non informarsi sulla destinazione scelta e sulle possibilità offerte in termini di alloggi, ristoranti e luoghi di interesse vari? Il provetto viaggiatore solitamente si munisce per tempo di una buona guida turistica: ad esempio una Lonely Planet o una Routard, tra le guide più quotate e dotate di un sito web interessante e facilmente consultabile. Ma sui volumi citati si può intervenire annotando a margine, incollando post-it o al massimo facendo le orecchie alle pagine per ricordarsi i luoghi di maggiore interesse, e sui siti corrispondenti c’è solo un estratto della guida vera e propria (anche se c’è quantomeno la possibilità di discutere le notizie in forum specializzati). Ecco quindi che Schmap va a riempire una nicchia: quella dell’informazione turistica interattiva e (per ora solo in parte) open source.

L’idea di base è quella di prendere mappe e contenuti, attualmente forniti da due partner qualificati (Wcities e TeleAtlas), e inserirli in un player scaricabile che funziona autonomamente sul Pc dell’utente (per la versione Mac dovremo attendere ancora fino a novembre). Schmap ha qualcosa in comune con Google Earth: sicuramente il tipo di interfaccia grafica e i comandi per muoversi nell’applicazione. A differenza del servizio globale di Google, tuttavia, si concentra su una singola città e utilizza mappe stradali invece di foto via satellite. Particolare curioso, che fa drizzare le antenne a chi si occupa di reti sociali: Schmap utilizza a mo’ di illustrazioni fotografie con licenza Creative Commons prese in prestito agli utenti di Flickr.

Scaricando lo Schmap Player unitamente a una (o più) guide cittadine si può accedere a un’applicazione agile e semplice da apprendere, che sfrutta la familiarità degli utenti con servizi come quello di Google Earth pur risultando molto meno pesante per il Pc dell’utente. Le guide pesano in genere tra i 4 e i 6 MB, e vengono riconosciute come file abbinati al player. Si comincia con una breve introduzione sulla città e la sua storia, una minuscola mappa della città tipo panoramica e un pannello di approfondimento con le foto tratte da Flickr. Cliccando su un qualsiasi link, la parte centrale dello schermo si trasforma in mappa stradale dettagliata (e qui non ci sono santi, le mappe sono le stesse dei navigatori Tom Tom) che contiene al suo interno le indicazioni dettagliate a tutti i possibili luoghi di interesse. Un aspetto interessante è che la tecnologia usata per le mappe permette di comprimere le strade di una grande città in file vettoriali molto leggeri, aspetto che permette una maggiore interattività sul computer dell’utente.

La peculiarità di Schmap, poi, è la visita virtuale interattiva della città: basta segnalare che tipo di tour interessa (ad esempio gastronomico, artistico, naturalistico), in quale quartiere e quanto tempo il player si deve fermare in ogni posto. A quel punto il programma partirà con una rassegna dei luoghi di interesse specifico con brevi spiegazioni e immagini dedicate, link ai siti ufficiali e informazioni spicciole (numeri di telefono, orari di apertura ecc). Sperimentando il software (che, lo ricordiamo, è ancora in versione beta) viene naturale pensare alle potenzialità future. Schmap è ancora giovanissimo (il lancio risale al marzo del 2006), ma potrebbe diventare una vera e propria killer application, a seconda di dove lo vorranno portare i suoi creatori. Un’applicazione che organizza contenuti provenienti dalle fonti più diverse e le propone sotto forma di interfaccia navigabile, specialmente in ambito turistico, potrebbe fare scintille su un dispositivo portatile.

Ma soprattutto, diventa interessante l’interazione con le reti sociali: se attualmente i contenuti fotografici vengono presi da Flickr, perché non fare il salto sulla sponda del Web 2.0 e proporre anche i contenuti testuali, le vere e proprie informazioni turistiche, ricavandole da esperienze come quella di Wikitravel? I wikitraveller – a differenza dei loro colleghi enciclopedisti, mirano ad un progetto di guida turistica mondiale che possa anche essere destinata alla stampa. Tra l’altro, a differenza di Wikipedia i cui contenuti si basano su licenza Gfdl, Wikitravel fa uso di una licenza Creative Commons Attribution ShareAlike proprio come le foto reperite su Flickr di cui Schmap fa uso. Ed essendo un progetto multilingua (purtroppo ancora agli inizi per quanto riguarda l’italiano) garantirebbe contenuti diversificati a seconda dell’idioma del lettore.

Alexandra Moss, direttrice editoriale di Schmap, ci fa sapere che «l’obiettivo principale nel breve termine è lo sviluppo dello Schmap Player 2.0, che dovrebbe permettere agli utenti di creare e condividere le proprie personali guide turistiche, le proprie collezioni di luoghi preferiti complete di recensioni, foto e link». In termini di portabilità, il player così com’è stato sviluppato non è proponibile su palmari e cellulari di terza generazione (servirebbe uno schermo più grosso), ma si pensa a una partnership con provider specializzati nella produzione di contenuti per quel tipo di media. Non ci resta dunque che preparare i bagagli e attendere: molto presto un nuovo tassello nel puzzle del Web 2.0 ci permetterà non solo di organizzare le vacanze, ma anche di condividerle con altri viaggiatori online.

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