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Rapporto Technorati: siamo a 57 milioni di blog

13 Novembre 2006

Rapporto Technorati: siamo a 57 milioni di blog

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La blogosfera rimane in forte ascesa, pur se abbondano i blog dimenticati o poco attivi; aumentano anche la localizzazione e le lingue usate

Sarebbero 57 milioni i blog in circolazione, il 55% dei quali sono stati aggiornati almeno una volta negli ultimi tre mesi. La dimensione della blogosfera va raddoppiandosi ogni 230 giorni all’incirca, con 100.000 nuovi blog e 1,3 milioni di post, oltre 54.000 l’ora, pubblicati quotidianamente. Questi i dati di maggior risalto presenti nell’ultimo State of the Blogosphere curato da Technorati. Chiuso a fine ottobre, l’ultimo aggiornamento dello studio periodico riporta un lieve calo nel ritmo degli interventi rispetto al trimestre precedente, come anche nel raddoppio di blog (negli ultimi due anni si aveva ogni 5-7 mesi, cioè 150-220 giorni) – pur superando comunque il doppio del volume di post prodotti un anno fa.

La crescita del numero dei blog dal 2003 a oggi

La crescita del numero dei blog dal 2003 a oggi

A scanso di equivoci, occorre tenere a mente che, al solito, ogni cifra su e rispetto a internet va presa con le dovute molle vista la natura tipicamente fluida e dinamica del medium. In più, nello specifico, si tratta di un punto di vista privilegiato (e interessato) sulla blogosfera, firmato dal primo e più seguito motore di ricerca dedito solo ai blog, anzi meglio da una fiorente azienda fondata a San Francisco da David Sifry. Il cui successo risiede principalmente nel fatto che Technorati viene notificato (pinged) ogni volta che qualcuno crea o modifica il proprio blog tramite una delle piattaforme ad hoc più popolari—anziché setacciare l’intero web in base a particolari parole-chiave, come nel caso dei comuni motori alla Google. Fin dall’inizio, Technorati ha lavorato a stretto contatto di gomito con i maggiori servizi di blogging, tra cui Six Apart, WordPress, Blogger, MSN Spaces, Blogware, per inserirvi opzioni tramite cui indicizzare automaticamente i blog man mano che vengono aggiornati. Le diffuse tag e altri tool editoriali chiudono poi il cerchio, dando così origine a un osservatorio esteso ma pur sempre particolare.

Comunque sia, in queste ore i numeri vengono ulteriormente scomposti e rilanciati anche da altri motori e news aggregator come Tailrank. Dove qualcuno sostiene trattarsi in fondo di cifre poco significative, visto che 26 milioni sono spam o abbandonati, mentre considerare “attivi” quei 31 milioni che hanno aggiunto almeno un post nell’ultimo trimestre, be’, è davvero pochino. Positivo invece il confronto continuo tra blogs e media mainstream: pur se i siti delle grandi testate (New York Times, Yahoo! News, CNN, MSNBC) rimangono quelli più visitati in assoluto, le nicchie e il nano-publishing vanno facendosi largo come vere e proprie fonti d’informazione, in primis con blog quali Engadget e BoingBoing.

Interessante la presenza di oltre 30.000 i blog qualificati come “autorevoli e altamente autorevoli”, curati cioè da persone competenti e in maniera professionale. Quota ben più alta di quanto non avvenga nei media tradizionali – a conferma del necessario pluralismo contro la regola dell’accorpamento perseguito da poche, grandi corporation. Ancora, cresce la globalizzazione. Subito dopo quelli nelle lingue più parlate al mondo, inglese e spagnolo, salgono i blog in giapponese e cinese, a indicare un forte interesse regionale e locale. Analogamente, le tensioni degli ultimi mesi in Medio Oriente hanno spinto il Farsi al 10. posto tra le lingue della blogosfera, ribadendo altresì il ruolo critico dei “blog politici” nell’attualità del villaggio globale. I primi posti della classifica generale vedono inglese (39%), giapponese (33%), cinese (10%), spagnolo (3%), italiano, russo, francese e portoghese (2% ciascuno).

Mentre tra la copiosa coda di commenti al report, c’è chi ne loda il certosino lavoro e “l’approccio scientifico”, altri si chiedono come mai LiveJournal, quotato sito di social networking anch’esso basato, come Technorati, su software open source, riporti che appena il 10% dei blog è stato aggiornato negli ultimi 30 giorni. Altri ancora riflettono sull’efficacia delle tecnologie anti-spam messe su da Technorati, onde bloccare la rampante diffusione dei finti blog nelle proprie indicizzazioni, i notori splogs. Lo studio sembra quindi rivelare una certa “maturità”, avendo ridotto la presenza di spam nelle proprie catalogazioni. Ovvero, la “buona notizia”, sottolinea infine Sifry, è che oggi i filtri attivati da Technorati fanno passare solo il 4% di tali splogs, la metà di quanto invece accadeva nel precedente trimestre. E, promette, «siamo super-concentrati nell’assicurare la prevenzione di nuovi attacchi e la loro pronta eliminazione».

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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