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Playboy riduce gli investimenti sul Web

13 Dicembre 2000

Playboy riduce gli investimenti sul Web

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Chi pensava che il sesso fosse un business su Internet, deve ricredersi. Troppa diffusione e troppa concorrenza: il caso Playboy.

Si sa, il glamour o la pornografia sulla Rete, come sulle riviste cartacee, sono ottimi vettori di audience.
Secondo le cifre di Media Metrix, poi, i siti per adulti hanno contato nel mese di ottobre non meno di 9 milioni di visitatori unici in Europa (Germania, Francia, Gran Bretagna, Danimarca).

Eppure, Playboy una delle riviste più rappresentative del settore deve rivedere la sua attività sul Web e decide di dimezzare gli investimenti sulla Rete.

Le ragioni della mancanza di risultati finanziari, come abbiamo scritto all’inizio, risiede in due parole: diffusione e concorrenza.

La diffusione dei siti pornografici ha spezzettato l’audience.
La maggior parte dei siti non raggiungono il milione di connessioni uniche al mese e diventa difficile in queste condizioni rastrellare molti clienti per stabilizzare un’attività commerciale.

D’altra parte, la concorrenza è molto dura, soprattutto per siti come Playboy che mirano a una qualità elevata del contenuto.
Inoltre, contrariamente alla maggior parte degli altri siti per adulti, non si può permettere di passare sopra ai diritti d’autore sulle fotografie.

Insomma, chi rispetta le regole muore… o, piuttosto, rimane nudo.

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