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Oracle ha spiato Microsoft

30 Giugno 2000

Oracle ha spiato Microsoft

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La Oracle ha rivelato di aver fatto ricorso a un’agenzia di investigazioni per indagare su due società vicine a Microsoft. Serviva a mostrare che non erano neutrali nel processo a Microsoft.

Il processo Microsoft, più va avanti, assomiglia sempre più a un film di serie B.
Adesso, non ci mancava che l’entrata in scena di un detective privato.

Oracle, una delle più serie concorrenti dell’azienda di Bill Gates, ha ammesso di aver fatto ricorso ai servigi di investigatori dell’Investigative Group International (IGI) per indagare su enti favorevoli a Microsoft.

La compagnia avrebbe i modi di provare che due organizzazioni presentate come indipendenti e citate come testimoni nel processo Microsoft, avrebbero relazioni con quest’ultima.

“Oracle ha scoperto che l’Indipendent Institute e la National Taxpayer’s Union si sono presentate come indipendenti, mentre sarebbero state finanziate da Microsoft con lo scopo di influenzare l’opinione pubblica in favore di Microsoft nel processo”.

Oracle sostiene, inoltre, che le informazioni ottenute non fossero illegali: “Non abbiamo specificato come l’IGI avrebbe dovuto ottenere le sue informazioni e anche non abbiamo insistito perché usassero metodi illegali”, spiega la società in un comunicato.

È stato il Wall Street Journal che ha rivelato il caso per primo.
Lo stesso quotidiano rivelava, il 16 giugno, che una donna avrebbe cercato di vendere i cassonetti pieni di documenti di un gruppo sostenuto finanziariamente da Microsoft.

Avrebbe offerto dai 50 a 500 dollari per cassonetto dagli impiegati della manutenzione dell’ACT (Association for Competitive Technology), pensando di ottenere documenti utili al processo Microsoft.

Oracle, comunque, non rischia gran che per questa operazione di spionaggio.
Microsoft, infatti, non intende sporgere denuncia e si limita a un “È triste vedere una compagnia come Oracle arrivare a tanto”.

E già, anche perché la più imbarazzata in questo affare è proprio Microsoft.
Infatti, quello scoperto da Oracle, mette in luce alcuni comportamenti di Microsoft.
Comportamenti non certo limpidi.

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