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Nuova minaccia online

03 Aprile 2006

Nuova minaccia online

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Un´e-mail, riguardante alcuni marchi di rossetti “cancerogeni” perchè contenenti eccesso di piombo, raggiunge la casella di posta elettronica allarmando gli utenti, ignari dell´infondatezza del messaggio

Una nuova “minaccia” sta circolando in questi giorni in Rete, allarmando coloro che, ignari del fatto che si tratta di uno scherzo di cattivo gusto, ricevono nella propria casella di posta un´e-mail, parte di una classica Catena di Sant´Antonio, che avverte della presenza, sul mercato della cosmesi, di pericolosi rossetti cancerogeni, poiché contengono un eccesso di piombo.

Gli esperti dei SophosLabs tranquillizzano gli utenti, spiegando che si tratta soltanto di un falso allarme, totalmente privo di fondamento.

Sophos, azienda operante nelle soluzioni integrate per la gestione delle minacce informatiche, concepite ad hoc per imprese, enti pubblici e istituzioni accademiche, consiglia, quindi, di spezzare definitivamente questa catena che, se diffusa ulteriormente, rischia soltanto di diffondere paure inconsistenti.

È uno dei tanti messaggi che vengono fatti circolare su Internet, mezzo di diffusione senza dubbio più veloce e alla portata di un numero di persone certamente considerevole.

“Di solito comunicazioni del genere vengono girate ad amici e parenti, a volte si diffondono in maniera talmente capillare da diventare leggende metropolitane, senza che nessuno si prenda la briga di verificare se siano vere o meno”, ha dichiarato Walter Narisoni, Security Consultant di Sophos Italia.

Nell´ultimo periodo Sophos ha ricevuto un numero sempre crescente di segnalazioni circa questo tipo di falso allarme.

Insomma, l´utente non ha nulla da temere e le donne potranno continuare ad utilizzare il rossetto senza pericolo di future brutte malattie.

“Falsi allarmi e catene di Sant´Antonio come questa non sono pericolosi, comportano solo una perdita di tempo e spazio di rete. Consigliamo agli utenti di essere più critici e di non credere a tutto ciò che gli viene segnalato via e-mail”, conclude lo stesso Narisoni.

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