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Nuova indagine mette sotto accusa l’e-commerce

18 Ottobre 2000

Nuova indagine mette sotto accusa l’e-commerce

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Gli ordini effettuati sul Web arrivano spesso in ritardo…quando arrivano.

È il Trading Standard Institute a puntare il dito contro lo shopping on line definendolo troppo caro, troppo lento e troppo macchinoso. Non è la prima volta che istituti o società di ricerca si cimentano in indagini sull’effettiva qualità dei servizi offerti dai negozi del cyberspazio. Non è la prima volta che i risultati complessivi delle indagini risultano quanto meno deludenti.

Secondo il report del Trading Standard Institute, il 38% degli ordini presi a campione dall’indagine non sono stati consegnati nei tempi prestabiliti. Il 17% non è mai arrivato.
L’indagine rileva anche che sono i siti più grandi e importanti a comportarsi spesso nel modo peggiore, mentre le piccole compagnie sembrano in grado di gestire meglio i meno numerosi clienti.

Un quarto dei siti indagati ha rilevato un livello poco adeguato di sicurezza (uno tra questi ha addirittura condiviso numeri di carte di credito con terzi), ma i dati più inquietanti sono sicuramente quelli relativi alla tutela della privacy. In molti casi i siti di e-commerce si sono rivelati infatti all’origine di campagne di e-mail marketing gestite a dir poco senza scrupoli in termini di privacy e di contenimento dello spamming.

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