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Network Solutions condannata per non aver protetto il dominio sex.com

16 Settembre 2003

Network Solutions condannata per non aver protetto il dominio sex.com

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Una Corte d'appello federale americana ha stabilito che Network Solutions può essere ritenuta responsabile dei danni arrecati al titolare di un nome di dominio, nel caso in cui il nome stesso gli venga indebitamente sottratto

La sentenza è del 25 luglio 2003 e si basa sulla considerazione che i nomi di dominio sono equiparabili ad altri beni, quali le case o le automobili. Pertanto, le authority che ne curano la registrazione hanno anche l’obbligo di proteggerli.

Il querelante, Gary Kremen, ha accolto con soddisfazione la sentenza, che non è che la tappa più recente di un procedimento intentato nel 1998 contro Network Solutions Inc. e Stephen Cohen (il quale ha già scontato diversi anni di carcere per frodi bancarie e falso).

Nel 2001 una sentenza aveva condannato Cohen a pagare a Kremer la somma di 65 milioni di dollari, a titolo di risarcimento danni. Tuttavia, pochi mesi dopo la condanna, Cohen aveva lasciato gli Stati Uniti per stabilirsi in Europa e, per il momento, Kremer è riuscito solo a pignorare un vecchio immobile di Cohen.

L'autore

  • Annarita Gili
    Annarita Gili è avvocato civilista. Dal 1995 si dedica allo studio e all’attività professionale relativamente a tutti i settori del Diritto Civile, tra cui il Diritto dell’Informatica, di Internet e delle Nuove tecnologie.

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