
È noto che il “downtime” di un sito è evento da evitare a tutti i costi. Ma ora che tutta l’industria è online e il commercio elettronico avanza rapido, soprattutto per i grandi siti è diventato imperativo essere “su” ininterrottamente. Ecco quindi la riorganizzazione del materiale in gruppi di server, collegati in network invisibili agli utenti. Insieme a tale ridondanza, i manager info-tech più accorti fanno buon uso del “caching”, stano attenti a non sovraccaricare un singolo server, si accertano che i nodi interni del network-Web siano perfettamente funzionanti. In tal modo il sito risulta sempre attivo, a meno di eventuali e improvvisi problemi nel backbone globale.
Secondo gli esperti, quello della CNN è il sito che offre le maggiori garanzie di essere “on” senza interruzioni, facendo tesoro delle suddette caratteristiche. CNN.com fa girare due centri-dati dotati di sistemi di alimentazione indipendenti e di connessioni locali tramite tre diverse compagnie telefoniche per ciascun centro. Inoltre, altri carrier garantiscono i collegamenti “long distance”. Il tutto consente al sito un’ampiezza di banda e una capacità dei server tre volte superiore al traffico normale, margine assai utile nel caso di inattesi incrementi delle visite a causa di eventi eccezionali. Infine, di recente è stata ingaggiata un’apposita società, la Akamai Technologies, per ridistribuire il contenuto complessivo del sito su un massimo di 600 server connessi sui network di svariati Provider, in modo da velocizzare ulteriormente le velocità di accesso.