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Napster alle corde? Mica tanto

19 Febbraio 2001

Napster alle corde? Mica tanto

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La sentenza che dovrebbe portare alla chiusura del sito è inapplicabile. Il vero pericolo che Napster corre è la mancanza di fondi

É finita l’era della musica da scaricare gratis da Internet? La recentissima sentenza contro il sito Napster ha gettato nel panico i 50 milioni di utenti del servizio e fatto esultare i discografici, ma in pratica non cambia molto le cose, perché è impossibile farla rispettare.

Infatti, Napster non potrà più aiutare gli utenti a scambiarsi brani soggetti al diritto d’autore, ma spetterà alle case discografiche indicare le canzoni da proibire. Una per una. Considerato che il repertorio discografico mondiale ammonta a centinaia di migliaia di titoli diversi, l’impresa è disperata.

Peggio ancora, ammesso che le case discografiche riescano a compilare il grande indice dei brani proibiti, probabilmente basterà cambiare leggermente i titoli dei brani scambiati per eludere totalmente i controlli. Per il momento, quindi, si può continuare tranquillamente a scaricare brani
in formato MP3 tramite Napster.

Tuttavia è probabile che Napster chiuda lo stesso i battenti, non per motivi legali, ma semplicemente per mancanza di fondi, perché è dura guadagnare su un prodotto gratuito.

Niente paura: sono già in funzione gli eredi di Napster, che permettono di scambiare non soltanto musica ma anche programmi, libri e persino interi film e non dipendono da un sito centrale facilmente perseguibile, come invece fa Napster.

I siti più quotati sono Aimster, Freenet e Gnutella.

In altre parole, non c’è verso di fermare il fenomeno: lo alimentano milioni di utenti, anche se sanno benissimo che è palesemente ingiusto scroccare le fatiche altrui.

Comprensibilmente, i discografici si mettono le mani nei capelli, ma non tutti gli artisti sono preoccupati. John Perry Barlow, ex membro dei mitici Grateful Dead e ora grande attivista in Rete, è addirittura contento: secondo lui, non potendo più guadagnare sulla vendita delle registrazioni, gli artisti dovranno mantenersi cantando e suonando dal vivo. Se sono capaci di farlo, ovviamente.

Se ha ragione, Napster non ucciderà la musica, ma spazzerà via i petulanti complessini costruiti in sala d’incisione e farà emergere chi ha talento vero.

L'autore

  • Paolo Attivissimo
    Paolo Attivissimo (non è uno pseudonimo) è nato nel 1963 a York, Inghilterra. Ha vissuto a lungo in Italia e ora oscilla per lavoro fra Italia, Lussemburgo e Inghilterra. E' autore di numerosi bestseller Apogeo e editor del sito www.attivissimo.net.

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