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Mind the Gap!

31 Ottobre 2012

Mind the Gap!

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Due rami evolutivi divergenti, applicazioni native e applicazioni web. In mezzo un possibile anello di congiunzione.

Non conosco il contesto in cui Abraham Maslow (1908-1970), psicologo comportamentale, abbia pronunciato la famosa massima: Se hai solo un martello, tendi a vedere ogni problema come un chiodo.

Penso tuttavia che quest’affermazione trovi ampio riscontro in informatica dove spesso la soluzione di un problema non è dettata dalla sua analisi ma dagli strumenti conosciuti. Così, se conosco un solo linguaggio di programmazione, utilizzerò quello per risolvere ogni compito che dovrò affrontare, piegandolo, con alterne fortune, alle esigenze del momento.

Credo che dietro buona parte della contrapposizione tra applicazioni native e applicazioni web esista proprio questa forma mentis.

PhoneGap è un framework open source che fa incontrare i due mondi con pragmatismo permettendo allo sviluppatore di realizzare una webapp poi racchiusa, insieme ad un browser minimalista, all’interno di una cornice di codice nativo. È questa, in breve, una applicazione ibrida.

Sarà questa cornice nativa a permettere una più agevole interazione con il ferro, ossia con le componenti hardware dello smartphone (es. macchina fotografica, accelerometro, bussola ecc.). Sarà sempre questo componente a rendere possibile la pubblicazione dell’applicazione su diverse piattaforme (non solo Google Play Store di Android o Apple Store).

PhoneGap

Avvolgi il tuo codice web in PhoneGap e distribuiscilo su piattaforme diverse.

Chi osanna gli standard liberi si sentirà tranquillizzato dall’affermazione secondo cui:

PhoneGap è una implementazione open source e LIBERA degli standard aperti.

Chi traduce open source con agonia-da-mancata-risposta-su-forum, o ancora chi-mi-offrirà-supporto-quando-ne-avrò-bisogno sarà contento di sapere che Adobe ha acquistato Nitobi, la società di sviluppatori che gestiva il progetto.

In una fase storica in cui la complessità delle applicazioni native rende molto ripida la curva di apprendimento e le applicazioni web sembrano avere il fiatone (ancora riecheggia il Perché HTML5 semplicemente non c’era di Zuckerberg), PhoneGap è una soluzione concreta che si propone di colmare subito questo spazio. Sviluppare applicazioni ibride potrebbe essere dunque una soluzione temporanea che ha un senso fintanto che rimane forte il divario tra web app e app native. Tuttavia i frequenti rilasci che il progetto sta conoscendo, soprattutto da quando Adobe ha acquistato la società, sono da interpretare come il chiaro tentativo di guadagnarsi una visibilità che non sia effimera: e allora mind the gap, occhio allo scalino!

L'autore

  • Gabriele Gigliotti
    Gabriele Gigliotti, ha maturato una grande esperienza nella programmazione Java e da quasi vent'anni studia e scrive libri sulle tecnologie web, dedicandosi in particolare all'insegnamento del linguaggio HTML.

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