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Microsoft verrà divisa in tre?

29 Maggio 2000

Microsoft verrà divisa in tre?

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“Gallia est omnis divisa in partes tre…” (La Gallia è divisa nella sua totalità in tre parti…).
Questo inizio, sostituendo Gallia con Microsoft, è quello che il giudice Jackson intende scrivere sul prossimo capitolo del “drammone” economico-finanziario-informatico che vede contrapposti l’azienda di Seattle e l’ufficio anti trust americano.

È proprio Jackson, il giudice che presiede il processo, esaminando i modi per rimediare alla posizione dominante dell’azienda di software, pressato a dare un colpo di scure, pensa a una divisione in tre dell’azienda, piuttosto che uno smantellamento in due come richiede il governo.

Durante l’udienza, che dovrebbe essere l’ultima visto che il giudice Jackson non prevede “procedure supplementari”, lo stesso giudice ha mostrato interesse verso le richieste di sanzione avanzate dal governo.

Il dipartimento di Giustizia e 17 stati suggeriscono che Microsoft sia divisa in due società, una dedicata al sistema operativo Windows, l’altra allo sviluppo dei software applicativi, compresi Office e Internet Explorer.

Ma, secondo il giudice, ognuna delle due società deterrebbe un monopolio nel suo settore di attività.
E così, Jackson ha chiesto a David Boies, il principale avvocato del governo, se una divisione in tre società, con una terza entità dedicata al software per Internet, fosse stata considerata.

David Boies, ha subito fatto sapere che l’opinione del giudice è stata “seriamente considerata” e che “offre molti vantaggi”.
Tuttavia, “una divisione in due è più semplice da realizzare”.

Secondo Boies, le due società che nascessero dallo smantellamento di Microsoft “sarebbero incoraggiate a penetrare nel territorio una dell’altra”.

Microsoft, dal canto suo, aveva chiesto fino a sei mesi di proroga per prepararsi, nel caso in cui il giudice avesse preso in considerazione le proposte del governo e aveva controproposto di offrire concessioni nell’esercizio delle sue pratiche commerciali.

Ma il giudice, fedele alla sua volontà annunciata all’inizio di aprile di porre fine velocemente e eventualmente lasciare il caso a una corte d’appello, ha rigettato la richiesta di Microsoft, suggerendo che il caso fosse rimesso direttamente alla Corte Suprema.

Microsoft non ha mai nascosto la volontà di ricorrere in appello.
E il giudice Jackson ha chiesto ai difensori di Microsoft i motivi della richiesta di un nuovo rinvio, visto “che il vostro cliente è convinto di vincere in appello”.

Il governo, adesso, dovrà dare al giudice una versione finale della richiesta di smantellamento, alla quale Microsoft dovrà rispondere all’inizio di settimana.
Il verdetto si aspetta per la fine di giugno.

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