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Microsoft straguadagna con Windows sulle spalle dei consumatori

20 Novembre 2002

Microsoft straguadagna con Windows sulle spalle dei consumatori

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È uscita una notizia su Microsoft che aprirà nuovamente le discussioni sull’agire del gigante mondiale del software e solleverà di nuovo la collera dei consumatori. Per stessa ammissione dell’azienda, Windows viene venduto con un margine di guadagno dell’85 %.

Per la prima volta Microsoft rilascia questo genere di informazioni e da la stura ai sostenitori dell’open source gratuito e di Linux contro Windows, installato su nove computer su dieci nel mondo.

L’azienda, in un documento trasmesso in sordina alla Commissione per le operazioni di borsa americana (SEC) dichiara che il settore clienti, quello che commercializza Windows, ha ottenuto un risultato di 2,48 miliardi di dollari su un fatturato di 1,89 miliardi di dollari nel primo trimestre dell’esercizio finanziario 2002/2003.

Fatti i conti, rappresenta un margine di guadagno dell’85,82 %, superando, seppur di poco, il margine dello stesso periodo dell’esercizio 2001/2002 che era dell’82,27 %.

Un dato che dimostra, se ce ne fosse bisogno vista la stregua difesa in tribunale, che Windows rappresenta la vera miniera d’oro di Microsoft, visto che le altre attività sono in perdita.

Per citare altre cifre, il settore “divertimento” che ingloba la console per videogiochi Xbox ha perso 177 milioni di dollari, il portale Internet MSN ha perso 97 milioni di dollari e il settore “soluzioni per aziende” circa 68 milioni di dollari. Tutte perdite consolidate nel trimestre chiuso il 30 settembre.

Mark Cooper, direttore delle ricerche presso la Federazione dei consumatori americani urla alla vergogna. Secondo lui, il margine che Microsoft guadagna su Windows è “astronomico. Avete un margine di guadagno, una montagna di denaro che è chiaramente ottenuta illegalmente”.

Una montagna di soldi che dimostra lo strapotere monopolistico dell’azienda, visto che, come ribadisce Cooper, queste cifre sono “il miglior indicatore di un potere monopolistico. Non potete spiegarlo altrimenti”.

“Non ci sorprende – dichiara invece un rassegnato Ken Wasch, presidente dell’Associazione dell’Industria Informatica – Anche se l’ammorbidimento che abbiamo chiesto alla giustizia è stato approvato, ci sono poche probabilità che il dominio di Microsoft sui sistemi operativi diminuisca significativamente”.

Una protesta, di fronte a questi dati, che riaprirà il discorso sulla sentenza della giudice federale sull’accordo amichevole e darà nuova linfa al movimento che voleva sanzioni più dure di quelle contenute nell’accordo e, dall’altra parte dell’oceano, la Commissione europea non potrà non tenerne conto per l’espletamento della causa Microsoft nel Vecchio Continente.

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