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Microsoft, solo in Europa, accetta di modificare Passport

03 Febbraio 2003

Microsoft, solo in Europa, accetta di modificare Passport

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Mentre “Magic Bill”, come Berlusconi ha chiamato Bill Gates durante la visita in Italia, racconta il futuro del mondo ai nostri senatori, i suoi collaboratori hanno concluso un accordo con l’Europa per la modifica di Passport, il sistema di raccolta di dati personali su Internet della Microsoft.

Questo accordo, firmato con un gruppo di lavoro composto dalle autorità nazionali di protezione dei dati personali dell’Unione europea, prevede quattro modifiche al sistema lanciato due anni fa, per facilitare l’uso di numerosi siti di commercio elettronico da parte del singolo utente.

Innanzi tutto, appena l’utente europeo lancia Passport (l’importante che all’atto dell’iscrizione sia segnalata la sua provenienza europea) sullo schermo apparirà una finestra di dialogo che indica quali sono le regole in Europa per il rispetto della privacy. Inoltre, ci saranno link verso i siti della Commissione europea che spiegano nel dettaglio le regole.

“Nessun altro continente – spiega un responsabile europeo di Microsoft – disporrà di regole di funzionamento di Passport simili a quelle che abbiamo accettato in Europa”
Il sistema della Microsoft permetterà a chi lo usa in Europa di precisare se i dati che sono raccolti in un sito Internet possono arricchire o meno il database di Passport.

Microsoft,poi, propone agli utenti europei consigli su come creare delle password più sicure.

Passport, che raccoglie più di 200 milioni di utenti nel mondo, verrà modificato in Europa “in un periodo compreso tra i due e i diciotto mesi”, come precisato da Microsoft Europe.

In alcuni paesi europei, come la Gran Bretagna, era già scattato l’allarme su numerosi siti di commercio elettronico che utilizzavano Passport e “questo prenderà parecchio tempo per modificare le regole di utilizzo del sistema” presso tutti i partner della Microsoft.

Microsoft Europe si dichiara disponibile a alzare il livello in questo campo definito “capitale”, molto di più rispetto i loro concorrenti.
Una risposta alla Commissione che ancora sta indagando su un caso di anti-trust nei confronti dell’azienda americana, inchiesta che dovrebbe terminare entro i prossimi sei mesi.

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