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Maya: applicazione top per la modellazione e animazione 3D

19 Febbraio 2004

Maya: applicazione top per la modellazione e animazione 3D

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Alias ha ulteriormente migliorato il suo Maya in questa versione 5, con numerose nuove caratteristiche e aggiornamenti che lo rendono ancora più facile da scoprire e utilizzare. Ecco in anteprima per i lettori di Apogeonline alcune tra le novità di maggiore rilievo contenute nel libro "Maya Guida completa", di John Kundert-Gibbs e Peter Lee, edito da Apogeo

L’architettura di renderizzazione è stata completamente modificata e permette ora un facile accesso a tutte le opzioni di renderizzazione, software e hardware comprese, del motore di renderizzazione, oggi completamente integrato, MentalRay (che comprende le capacità di illuminazione globale) e del renderizzatore Vector, completamente nuovo, che supporta i formati vettoriali come Flash, SVG (Scalable Vector Graphics) e Illustrator ed è in grado persino di renderizzare le immagini bitmap toon shader.

Il motore di renderizzazione Vector è disponibile unicamente per le versioni OS X e Windows di Maya, mentre manca il supporto per i formati di output dei vettori in Irix e Linux.

Le pagine di supporto di Maya sono state completamente rinnovate in modo da apparire sostanzialmente uguali da qualsiasi piattaforma. Le pagine Web sono ora rintracciabili adeguatamente, grazie all’uso che Alias fa di un mini Web server incorporato nelle azioni di startup di Maya, tra le cui funzionalità lato server è compresa la ricerca. Ora, tutte le piattaforme (OS X compresa) usano un interfaccia tipo browser Web per l’accesso alle funzioni di help: Maya si è adeguato a questa novità.

I Learning Movies e i Tutorials, reperibili nel menu Help, sono rispettivamente una serie di filmati MPEG (Moving Picture Experts Group) e di pagine Web che illustrano le capacità di base di Maya. Lo strumento Tool possiede ora un opzione Move Along Rotation Axis, che permette di spostare gli oggetti lungo ogni asse di un oggetto, non più orientato con lo spazio reale.

Per accedere a questa opzione, fare doppio clic sull’icona dello strumento Move sulla parte sinistra della finestra principale oppure selezionare Move/Window/Settings/Preferences/Tool Settings.

Gli scheletri Inverse e Forward Kinematic sono oggi più facili che mai, da impostare e utilizzare (si veda il menu Skeleton nel gruppo del menu Animation), e il movimento di scheletro FK/IK può essere ora miscelato attraverso la caratteristica ikBlend, che appare nel Channel Box una volta creati gli scheletri FK/IK.

Animation muting, che disattiva l’animazione per i canali selezionati di un nodo, può essere utile per svariati scopi, incluso l’affinamento del modello dopo l’avviamento del lavoro di animazione. Per accedere a questo strumento, fare clic con il pulsante destro del mouse su un canale e selezionare Mute Seleted per disattivare un canale selezionato o selezionare Mute All per disattivare il nodo intero.

Fluid Effects permette ora la creazione di uno stagno così come di un oceano, ed è possibile ora associare sia all’uno sia all’altro una funzione in grado di simulare l’interazione di un oggetto (per esempio una barca) con la superficie di un volume d acqua. Fur oggi possiede una caratteristica di raggruppamento, la cui disponibilità è subordinata alla creazione di una descrizione di pelliccia, che prevede “peli grezzi” distribuiti in modo non omogeneo lungo il corpo di un oggetto.

Questa caratteristica, che può essere “pennellata” sulla mappa della pelliccia, consente l’ideazione di creature pelose dall’aspetto molto naturale, la cui peluria spesso si raggruppa in aree quali il torace o le giunture degli arti.

Il libro “Maya 5 Elaborazione e animazione grafica 3D” è disponibile nelle migliori librerie e può essere acquistato online.

L'autore

  • Redazione Apogeonline
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    Non pensare che abbiamo scelto questa formula per non rendere merito o prendere le distanze da chi ha scritto qualcosa! Piuttosto in alcuni casi l'abbiamo utilizzata nella convinzione che non aggiungesse valore al testo sapere a chi appartenesse la penna – anzi la tastiera – di chi l'ha prodotto.

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