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Macché Prozac, l’ottimismo è un cellulare

11 Ottobre 2007

Macché Prozac, l’ottimismo è un cellulare

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Qualcuno ha mai indagato sul potenziale antidepressivo delle tecnologie? O è la solita cospirazione delle multinazionali farmaceutiche?

Io ho una teoria. Teorizzo che l’impatto delle tecnologie consumer sulla società e sugli individui sia maggiore e diverso da quello che tecnologi, sociologi e economologi hanno fin qui enunciato. Ritengo che le tecnologie consumer siano dei fattori fortemente antidepressivi e come tali abbiano un’influenza fin qui sottovalutata sui comportamenti della società e dell’individuo. Ipotizzo che tutto ciò sia stato passato sotto silenzio per proteggere il business delle terapie farmacologiche, il turnover del consulting psicologico, il fatturato della Nutella. Cospirazione, cospirazione.

Fidatevi, il ragionamento è banale. Di motivi per deprimerci ne abbiamo a centinaia, volendo. A partire dall’italianissima abitudine di piangersi addosso, di ritenere di vivere nella società più scema del mondo e nel paese più sfigato – senza peraltro fare nulla o quasi per cambiare la situazione (a parte l’occasionale vaffa, ma lascia il tempo che trova perchè a costruire, dopo, si fa più fatica che a tirare le pietre ed è meno glamorous). Abbiamo mille motivi, a livello global, glocal e personale per andare giù. Tutto sembra, certi giorni, tradirci, ma la tecnologia no, quella no.

Calma, calma, rettifico: parlo della tecnologia che ancora non abbiamo in mano.

È come con le donne (o gli uomini), chiamatelo pure effetto demo: potenziali fidanzate e mariti, fintanto che non li abbiamo toccati con mano sono certamente perfetti. Le magagne saltano fuori dopo, ma questo è un altro discorso. Lasciamo la metafora e pensiamo al mercato: abbiamo mille ragioni di essere fiduciosi. Migliaia di nuovi gadget e strumenti personali stanno per arrivare, a ondate ininterrotte sugli scaffali dei negozi. E la cosa più bella è che ogni ondata sarà meglio della precedente. Sicuramente. Senza fallo. Una delle poche certezze che abbiamo, un’iniezione di positività che ci rende la vita più piena e ci aiuta a vedere il futuro in modo più rosa.

Le nuove versioni sono sempre più belle e più sfolgoranti. Ogni anno nuove tecnologie ci rivoluzionano la vita o ce la rendono più piacevole… o almeno ci rendono più interessanti agli occhi dei nostri peer meno tecnofili. Non c’è dubbio, non c’è rischio: la tecnologia avanza sempre verso il progresso, almeno per un’infinità di prodotti che ci allietano la vita e ce la rendono più turbinosa. Videogames, telefonini, Pda, Gps: sicuro che domani i prodotti saranno ancora più belli, più potenti, più funzionali, più piacevoli. Uno spicchio del nostro futuro si preannuncia, per definizione, più roseo.

Pensate a tutti quelli che cambiano telefonino ogni pochi mesi o quelli che (come me) potrebbero aprire un museo storico dedicato ai Pda. Pensate a coloro che hanno fatto carte false per avere l’iPhone, o per riuscire ad aggiudicarsi una Wii. Pensate che siano dei depressi? Non pensate che gli si sia riempita la vita per settimane nell’attesa del grande giorno, che l’atto epico della coda li abbia aiutati a ridefinirsi come persone, che il possesso (possibilmente in anteprima) non abbia avuto un potente effetto euforizzante? E anche ad un livello meno eroico, conosco gente che prova un senso di calore nel sapere che tra pochi giorni uscirà la nuova release del sistema operativo MacOS X, più bella e più potente che pria. O nella certezza che loghi, suonerie e salvaschermo del cellulare saranno domani più magici e inaspettati di oggi.

Almeno un fattore contribuisce dunque a tenere su di morale la nostra società, con tutte le conseguenze, profonde, sulle dinamiche del comportamento di massa, sull’evoluzione della nostra società, sullo spettro e le modalità dei nostri consumi. Senza le piccole tecnologie sarebbe dunque una grande depressione, la società si incupirebbe, esploderebbe il tasso di criminalità, precipiterebbe ulteriormente la natalità, imperverserebbe la coprolalia. Disordine e sovversione, immoralità e perdizione.

Meno male insomma che abbiamo gadget e apparecchietti, giochi e software, i nostri benefattori che ci ricordano che nella vita non è tutto entropia, decadimento verso il basso, ma che esiste sempre un qualcosa che domani di certo sarà meglio. Per definizione. Anzi, per alta definizione: non ci sentiamo forse tutti più ottimisti nel sapere che a breve tutta la nostra televisione sarà strapiena di righe e la qualità dell’immagine straordinaria?

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