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L’Ue decide la liberalizzazione dell’ultimo miglio

25 Ottobre 2000

L’Ue decide la liberalizzazione dell’ultimo miglio

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Nella seduta dello scorso 3 ottobre l'Unione Europea ha preso una decisione storica nel campo delle telecomunicazioni

In quella sede, infatti, sono state stabilite le modalità di attuazione dell'”Unbundling del local loop”, vale a dire le procedure per la liberalizzazione dell’ultimo miglio.
Entro la fine dell’anno gli ex monopolisti della telefonia dei paesi comunitari dovranno liberare l’ultimo miglio della rete telefonica – quello che collega le centraline alle abitazioni degli utenti – che pertanto potrà esser preso in affitto da qualunque operatore.
Gli operatori quindi potranno proporre alla clientela un abbonamento indipendente dalla società che possiede o gestisce la rete.

Questo dovrebbe consentire di avere una vera concorrenza su canone e tariffe. Fino ad ora, infatti, la liberalizzazione attuata in vari paesi, tra cui l’Italia, è stata solo parziale a causa del permanere del canone obbligatorio da versare all’ex-monopolista.

Per quel che concerne il nostro paese, l’Authority per le TLC ha annunciato che già da fine ottobre saranno avviate le prime sperimentazioni in questo campo in alcuni quartieri di Milano e dal prossimo mese saranno coinvolte anche Roma e Torino.

Non tutti gli ostacoli sono però stati superati dalla decisione presa in ambito comunitario.
La difficoltà principale da superare ora è quella relativa al rapporto tra operatori telefonici e Telecom Italia.
Ovviamente la materia del contendere è il prezzo da pagare all’ex-monopolista. Se esso sarà contenuto è ipotizzabile che le compagnie puntino ad addossarsi il costo del canone, pur di convincere gli utenti a sottoscrivere l’abbonamento telefonico.

Telecom, invece, sembra intenzionata a chiedere un aumento del canone, ritenuto tra i più bassi del vecchio continente.
Nello scorso maggio la società ha presentato all’Autorità TLC la seguente offerta da proporre ai gestori alternativi: per il tradizionale doppino di rame un canone mensile di 26.300 lire, alle quali aggiungere un contributo una tantum di 294.000 lire, più altre 77.000 lire in caso di abbonamento ADSL.

Queste tariffe sono state ritenute inique dagli altri gestori e dall’Aduc (Associazione degli utenti e consumatori), che hanno presentato ricorso all’Authority per le Telecomunicazioni, accusando Telecom di abuso di posizione dominante.

L’Autorità tuttavia ha negato che possa configurarsi una lesione della libertà di concorrenza, ma ha comunque deciso di inviare una segnalazione all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che non si è ancora espressa in proposito.

Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni http://www.agcom.it

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