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Liquid Audio chiude e passa nelle mani della Microsoft

16 Dicembre 2002

Liquid Audio chiude e passa nelle mani della Microsoft

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Chi si ricorda che nel mondo della musica digitale esiste anche Liquid Audio? Credo pochi, se non solo gli stretti addetti ai lavori. Saranno gli ultimi a ricordarsi di una tecnologia nata troppo presto e che sta per scomparire.

L’azienda che aveva sviluppato questa tecnologia, chiude il prossimo 20 dicembre e gli azionisti riceveranno come liquidazione 2,50 dollari per azione.
Che fine triste per un’azienda fondata nel 1996 e proprietaria di una tecnologia che permetteva di distribuire brani musicali online e con una protezione che impediva ogni riproduzione non autorizzata.

A questo punto, una domanda sorge spontanea, come avrebbe detto Antonio Lubrano: perché l’industria discografica non ha approfittato di questa tecnologia per impedire la proliferazione di brani pirata senza diritto d’autore?

Un’ipotesi risiede nella totale miopia dei discografici, troppo interessati ai soldi e a schiacciare ogni problema con il peso dei propri avvocati.
Non hanno saputo prevedere il grosso sviluppo della musica digitale online e, per troppo tempo, hanno continuato a insistere sul mercato tradizionale dei Cd venduti nei negozi.

Intanto, comparivano le prime tecnologie di compressione dei file musicali, con l’affermarsi, tra queste, dell’MP3, sviluppo dell’Mpeg.
Le major non hanno saputo contrapporre che ammuffiti tentativi di distribuzione online, rendendo disponibili solo vecchi cataloghi di cui poco importava agli appassionati, continuando a non abbassare i prezzi delle novità.

Così, prima Napster e poi i suoi seguaci hanno spopolato su Internet, malgrado le cause intentate dalla RIAA (la SIAE americana, braccio armato dell’industria discografica americana) e le campagne di sensibilizzazione contro la pirateria.

In una situazione come questa, una tecnologia interessante è stata stritolata da un mercato poco interessato e la conseguente scarsa disponibilità di brani in Liquid Audio.

Questa tecnologia, però, non è del tutto morta. Infatti, nel mese di settembre i brevetti di codifica digitale di Liquid Audio sono stati venduti a Microsoft per 7 milioni di dollari.

Tutto si può dire sull’azienda di Bill Gates, tranne che non sappia vedere lontano. È probabile che nel momento in cui l’industria discografica sembra, finalmente, rendersi conto che l’arma migliore sta proprio nel distribuire online tutti i cataloghi, novità comprese, Microsoft sia pronta ad offrire tecnologie che mettano a riparo questo settore dai pirati.

Se i consumatori potessero ottenere legalmente un buon prodotto, a un prezzo abbordabile e in un formato accettabile, abbandonerebbero le vie traverse. Lo capiranno le multinazionali del disco?

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