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Linus Torvalds: il padre del pinguino più famoso del mondo

13 Febbraio 2003

Linus Torvalds: il padre del pinguino più famoso del mondo

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Nato a Helsinki nel 1969, Linus Torvalds è una sorta di Davide che, quasi per gioco, ha dato vita a un nuovo modo di concepire lo sviluppo del software che oggi rappresenta una serie minaccia nei confronti del Golia del settore: il gigante di Redmond, che inizia a guardare con timore quello che fino a poco tempo fa sembrava solo un innocuo pinguino

Il primo contatto con i computer Linus Torvalds lo ha avuto nel 1980, all’età di 11 anni, quando suo nonno, docente di matematica e statistica all’Università di Helsinky, gli regalò un Commodore. Nel 1988 entrò come studente d’informatica nello stesso ateneo dove insegnava il nonno. Proprio nello stesso anno veniva lanciato Minix, il primo kernel unix-like per macchine Intel. Linus entra così a far parte del gruppo di sviluppatori di Minix, ma il risultato finale del loro lavoro non riesce a soddisfarlo.

Il ragazzo ha indubbie capacità nello studio e riesce a risolvere problemi complessi. In quegli anni la sua vera passione non è la programmazione, anche se nel 1990 si iscrive ad un corso di “C”, uno dei linguaggi più utilizzati in campo informatico. L’acquisto del primo Pc lo spinge ad approfondire le conoscenze nel campo della programmazione e a tentare un’impresa pressoché impossibile: creare un sistema operativo Unix-like in grado di girare su un normale Pc.

Nel mese di agosto del 1991 questo giovane studente finlandese invia (tecnicamente “posta”) nel newsgroup “comp.os.minix” il seguente messaggio: “Sto lavorando ad un (gratuito) sistema operativo (solo per hobby) per i cloni 386(486) AT”. I newsgroup sono dei luoghi di discussione su Internet specializzati in particolari temi. Il giovane studente finlandese comunicava con quel messaggio agli altri membri del gruppo, appassionati come lui d’informatica, che aveva intenzione di sviluppare un sistema operativo gratuito che, basandosi su Unix – un software adatto ai grandi server, non alla portata di un giovane appassionato – potesse girare sui più normali ed economici Pc.

É cominciata in questo modo l’avventura di Linus Torvalds, che all’epoca aveva solo 22 anni e che adesso è considerato uno dei personaggi più influenti della scena informatica mondiale.
Oggi vive, ovviamente, in California, nella Silicon Valley, ma non è diventato un magnate dell’informatica, anche se il suo programma, battezzato Linux (Linus + Unix), viene ormai considerato il più serio concorrente di Windows, il sistema operativo di Microsoft, per lo sviluppo del quale l’azienda di Bill Gates impiega somme faraoniche.

Linux, invece, è nato dal lavoro comune di migliaia di appassionati che, utilizzando Internet e il loro tempo libero, senza percepire alcun compenso, hanno messo a punto un programma ritenuto da tecnici e utilizzatori uno dei migliori sistemi operativi mai comparsi sulla scena informatica. Una sorta di piccolo miracolo fatto di passione e intelligenza.

E pensare che Linus aveva frequentato il suo primo corso di programmazione solo nel 1990. I biografi ricordano che il suo primo computer fu uno Spectrum QL e che proprio su questo Pc, modificato e personalizzato, iniziò a muovere i primi passi. Per lunghi anni Torvalds è stato una sorta di Araba Fenice dell’informatica. Mentre grazie al successo di Linux la sua fama aumentava, di lui si sapeva sempre meno. Unico indizio, la sua assunzione alla Transmenta, un’azienda della Silicon Valley che lavorava a un progetto segreto, rivelatosi poi un nuovo microprocessore a basso consumo di energia per computer portatili, che potrebbe dare uno scossone al già movimentato mercato dell’informatica. Nonostante il successo, Linus Torvalds non si è montato la testa e, soprattutto, non si è arricchito. Almeno per il momento. Una storia, la sua, certamente anomala in un mondo nel quale enormi ricchezze sono state create dal nulla. E anche questo, forse, è un altro piccolo miracolo. Come appare un vero miracolo l’amore che centinaia di appassionati di informatica gli tributano ormai da anni, inviandogli denaro o assegni, creando, di conseguenza, un mare di problemi burocratici e fiscali. Linus, dal canto suo, è rimasto un ragazzo semplice, che della vita ama soprattutto i lati meno appariscenti e che conserva, ancora oggi, una buona dose di auto ironia. Nelle prime pagine della sua autobiografia, “Rivoluzionario per caso”, dice: “Ero un nerd. Un emarginato. Fin da piccolo. Non mi aggiustavo gli occhiali con lo scotch, ma avrei anche potuto farlo perché avevo tutte le altre caratteristiche. Bravo in matematica, bravo in fisica e privo di qualsiasi capacità sociale. Il tutto molto prima che essere nerd diventasse di moda”.

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