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L’interazione telematica fra l’Uomo e la Gallina

14 Giugno 2005

L’interazione telematica fra l’Uomo e la Gallina

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Presto migliorerà la condizione umana grazie all'interazione remota tra l'uomo e il Pollo?

Mi ritrovo a riparlare di animali e tecnologia (si veda ad esempio il mio celebre pezzo sulle Mucche WiFi), la notizia è ghiotta e non potevo ignorarla. Una nuova frontiera si è sbriciolata di fronte alla potenza inarrestabile dell’ingegno umano e alla sua capacità di inventare strumenti per migliorare la condizione del genere Umano e di quello Avicolo.

Grazie ai ricercatori del Mixed Reality Lab dell’Università Nazionale di Singapore, l’interazione fra l’uomo e il pollo non sarà mai più la stessa.

Non si creda però, che ci si fermerà qui: la tecnologia, denominata “Poultry Internet” presenta opportunità senza confini, inesplorate e forse inesplorabili. Ed ovviamente l’asse portante della rivoluzione è proprio la nostra cara, vecchia Rete.

Io e il mio (lontano) amico pollo

Prima che ne rendiamo conto, se le cose vanno come possiamo sperare, un nuovo device s’installerà a pieno diritto nelle nostre abitazioni: un simulacro di pollo robotizzato, telematicamente connesso con un pollo reale (collocato in una postazione remota, per ovvi problemi di igiene e di privacy). Il Pollo o la Gallina saranno invece amorevolmente avvolti da una rete di sensori e attuatori contenuti in un apposito abitino interattivo.

Quando noi, con delicata sollecitudine, procureremo coccolare il nostro pollo virtuale, il segnale sarà inoltrato alla velocità della luce sui cavi di Internet e si trasformerà in realistiche vibrazioni trasmesse in tempo reale al vero pollo, attraverso la cybertuta.

Il gallinaceo, è inevitabile, gradirà e reagirà alla manifestazione d’affetto.

Dato che il feedback è la base di una qualsiasi relazione solida, i movimenti del pollo remoto verranno colti dallo sguardo di premurose webcam, trasformati in impulsi digitali ed passati al nostro pollo cibernetico locale. Che, sotto le nostre mani, replicherà in sussurround le reazioni del nostro amico lontano.

L’idea in sé ha un che di già visto, ed era stata testata, tempo addietro, in applicazioni di stampo pornografico – per la verità, secondo quanto dichiarato dalla porno star che all’epoca si era prestata come cavia umana, con risultati moderatamente deludenti (mi riservo di scrivere a breve un approfondimento sulla teledildonica).

Ora abbiamo girato pagina

Intanto perché ci siamo spostati su un piano valorialmente più elevato, distante dagli impulsi della carne e la tecnologia ci sublima su un piano di cura e relazione con i nostri amici pennuti.

Successivamente perché la tecnologia pare ora funzionare in modo più affidabile e meno erratico.

Terzo perché le applicazioni possibili aperte da questa innovativa tecnologia sono di reale impatto sulla nostra condizione umana.

Senza scomodare corsi di danza a distanza o studi para-etologici, basti pensare alla tragedia umana dei nostri fratelli affetti da fastidiose (e talvolta letali) allergie, che si vedono privati della possibilità di un positivo scambio affettivo con gli animali domestici; e non credo sia necessario ricordare come il coccolare I nostri piccoli amici non sia solo un piacevole passatempo ma una vera e propria cura, (nota come pet therapy) ed usata con successo – ad esempio in ospedali pediatrici.

Possedendo quattro gatti posso farmi testimone dell’efficacia di questa terapia alternativa – ma io per primo sarei favorevolmente disposto a testare il telepollo (o meglio il telegatto): qualunque fosse il costo di un simile apparato, sarebbe di certo inferiore alla somma versata mensilmente in tintoria per rimuovere dai nostri abiti i metri cubici di peli depositati dai nostri inquilini con la coda.

L’alba di un nuovo millennio

Molte altre aree applicative sono allo studio degli ingegnosi ingegneri ed il radioso futuro del nuovo millennio è ancora tutto da inventare.

A scanso di equivoci, e sono costretto un po’ a ripetermi, essi (gli ingegneri) scartano, almeno per il momento, qualsiasi applicazione in campo sessuale. La capacità di trasmettere impulsi tattili del sistema è ancora abbastanza grossolana ed è quindi presumibile che quella che avrebbe dovuto essere una carezza della nostra amante potrebbe trasformarsi, lato utente, in una bacchettata. Un delicato sfiorare le tempie, in una ditata nell’occhio. E se qualcuno suggerisce ciò in realtà potrebbe essere un’opportunità per tutte le coppie coinvolte in relazioni sado-masochistiche a distanza non posso che rispondere con una preghiera: voliamo più alto, non facciamoci del male da soli.

Un opportunità di elevazione

È quindi questa un’opportunità di miglioramento per la nostra razza; sprecherà quindi l’occasione chi investirà tempo e ricerche per rendere più fine la sensibilità di sensori ed attuatori, per rendere meno imbarazzanti le cybertute da indossare, per rendere gli stravaganti costi del sistema più accessibili alle tasche degli amanti del sesso sperimentale.

Non perdiamo dunque la possibilità di elevarci e speriamo che l’affanno del guadagno non riesca a mortificare od affossare una tecnologia nata per celebrare la metafisica unione tra Uomo e Pollo.

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