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L’high-tech inutile (Seconda puntata)

22 Aprile 2005

L’high-tech inutile (Seconda puntata)

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Abbandonata la cucina, entriamo in bagno ;-) perché l'high-tech ci segue ormai ovunque, come leggerete in questo articolo

Penserete che stia per raccontarvi di qualche potentissimo access point Wi-Fi testato per Apogeonline… e invece stiamo per fare semplicemente il bucato, però da veri “nomadi digitali”.

Ho sempre avuto un’attrazione mistica per le lavatrici, fin da quando compivo i primi passi da studente straniero in campus stranieri. Il momento del bucato, con le sue lunghe attese, era perfetto per “attaccare bottone” con qualche studentessa. Avevo quasi sempre camicie sporche ma un sacco di amiche!

Non stupisce, dunque, che in occasione di un recente viaggio per un ciclo di lezioni in scambio con un’università USA, nel simpatico alberghetto in cui mi trovavo, siano riusciti a piazzarmi l’ennesimo gioiello tecnologico sotto forma di tubi e cassettini per l’ammorbidente.

Tutto nasce da un’esigenza pratica (maledetto marketing): mi trovavo (ovviamente) con l’unica camicia sporca di sugo, causa un piatto di spaghetti imbizzarriti, a poche ore dalla lezione del giorno dopo. La domanda al consierge: excuse me sir, what about laudry at 2.00 A.M.? ha materializzato una Eco Egg nella mia stanza dopo soli 10 minuti.

Allegro e pimpante mi collego a Internet (la casa produttrice si chiama “Avanti”, nome che è già una promessa) e scopro che il prodotto è indicato per coloro che si trovano in viaggio e hanno bisogno di lavare gli indumenti che portano in valigia, per definizione sempre contati. Ottimo, penso, è perfetto per me! In 35 minuti circa permette di lavare 8 boxer o 9 tovaglioli o 6 paia di calze o 5 t-shirt, peccato non tutti insieme, 10 pezzi alla volta massimo e io sono a corto di tovaglioli.

Ma si, andrà bene anche per una bella camicia italiana, (perché a volte uno pensa più del dovuto?).

Basta collegare il primo tubo in dotazione al rubinetto (qualsiasi), il secondo nel lavandino per lo scarico, presa di corrente, detersivo (che non mi sono portato… andrà bene il sapone per le mani che danno in dotazione in albergo… sembro McGiver), carico cestello, tasto “on” e aspetto… intanto vado a svuotare il minibar. Al simpatico suono di un rigorosissimo timer mi trovo a scolare la camicia come fossero gli spaghetti che hanno causato tutto questo. Infatti Eco Egg ha il water catcher una sorta di piccolo piatto superiore dal quale l’acqua residua fuoriesce lasciando la mia camicia meravigliosamente fradicia! Il gioiellino non ha la funzione centrifuga e ciò mi fa rimpiangere le grandi lavatrici da campus.

Strizzo tutto a mano e vado a dormire, tanto la camicia non sarà pronta certo per domani! Dico addio a questo strano giorno, avendo speso 75$ (ovviamente l’Easter Egg mi è stato addebitato sul conto della camera), comperato un ulteriore zaino per trasportare la mia bellissima nuova lavatrice portatile e non ho fatto neppure dolci conoscenze! A volte l’high-tech ti rema proprio contro.

Vote: “Non fate come me, che vivete meglio” nell’albergo/collegio high-tech. Per comprarlo, invece… cliccate qui.

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