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La videobank che non t’aspetti

28 Settembre 2007

La videobank che non t’aspetti

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Dal videonoleggio all'e-commerce: gli articoli a luci rosse inaugurano nuovi modelli di interazione tra rete e distribuzione sul territorio

Quello dei giocattoli erotici è uno dei mercati che più velocemente si sono riposizionati ed evoluti negli ultimi anni. In un circolo virtuoso tra offerta, domanda e influenzatori, il prodotto si è nobilitato, è diventato quasi di moda e a volte persino fine, citato in serie televisive e oggetto di articoli su quotidiani o addirittura rubriche settimanali di valenti giornaliste. Insomma un prodotto in larga parte del mondo occidentale piuttosto accettabile (con l’eccezione di posti come l’Alabama dove il suo uso è riservato alle forze di polizia).

Vibratori e aggeggi simili saranno anche di moda, però resta immanente (almeno per quelli della mia generazione) un rischio di barriera psicologica nel momento dell’acquisto. Certo, molto hanno aiutato le nuove, furbissime catene di negozi (inevitabile citare Ann Summers) che hanno reso molto più soft l’acquisto di un prodotto hard. Non c’è dubbio che l’apertura di sistemi di vendita basati su presentazioni a casa fatti dall’amica / venditrice renda più facile a un pubblico femminile la decisione d’acquisto. Ma non esiste dubbio che il mercato dei giocattoli erotici sia stati uno di quelli che più hanno tratto vantaggio dall’invenzione dell’e-commerce.

Dal punto di vista psicologico l’impatto è drammaticamente positivo: totale anonimato, tutto il tempo a disposizione per esplorare la gamme di prodotti, per documentarsi, per capire uso e opportunità di prodotti apparentemente inesplicabili nella loro fantasia ai confini della realtà. Evidente, quindi, che i fatturati del comparto siano esplosi anche grazie al commercio online. Che presenta però i suoi limiti. Quando si è infatti presi da un feeling di Good Vibrations, quando si prospetta una seratina con scarso preavviso, il meccanismo del commercio a distanza s’incricca, sul fronte della logistica (dove far consegnare i prodotti?) e soprattutto dei tempi (tra quanti giorni arriva?).

Interessante dunque l’iniziativa di business di Cinebank – una catena di videonoleggio selfserve. Sapete, quelli con una specie di bancomat che sputa fuori Dvd e videocassette. Già perché seppure obsolete, le Vhs sono state un must nella progettazione delle macchine distributrici. Ma se nel contenitore a scatolotto invece di una cassetta, ci mettessimo qualcos’altro?

Ecco così nascere Sexybank, il prodotto hard in versione self service (per prodotti di una certa dimensione – risparmiatevi le battute – viene erogato un voucher e il prodotto lo consegnano all’interno del punto vendita “fisico” quando c’è). Se siamo sconnessi, si può ricercare l’articolo sullo stesso bancomat e nello stesso modo in cui cerchiamo una cassetta da noleggiare. Anzi, magari li prendiamo tutti e due per rendere più interattiva la serata. L’aspetto più interessante del modello è però che la gamma disponibile è presentata online e che quindi la scelta d’acquisto la si può effettuare dal sito (da casa, ufficio o in modalità mobile); sfogliare comodamente le pagine e una volta individuato l’articolo riceverlo in maniera piuttosto anonima ma soprattutto subito, giusto il tempo di raggiungere lo sportello più vicino.

Da vecchio markettaro della Rete, trovo che questa potrebbe essere l’alba di un nuovo modello di business, che evolve dal Click and Mortar (integrazione tra commercio online e offline) e potrebbe un giorno portarci a forme di distribuzione nuove e comode di tutti quei prodotti che la Rete non riesca a virtualizzare e a rendere immateriali (tra cui, inevitabilmente, quel tipo di articoli di cui sopra). Oggi il vibratore, domani qualsiasi cosa: forse un giorno ordineremo online e ritireremo un sushi ready made da uno sportello automatico, o configureremo una scheda madre da ritirare al bancomat dell’angolo.

A me ha stupito molto, nel catalogo Sexybank, il vibratore Usb controllato online, con l’operatore che collegato in Rete, controlla le performance dell’oggetto in uso anche a migliaia di km di distanza, in una perfetta applicazione della configurazione informatica Master/Slave… (da Wikipedia: Master/Slave – protocollo di comunicazione in cui un device ha un controllo unidirezionale su uno o più altri device).

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