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La tecnologia al servizio dei nostri piedi

24 Settembre 2004

La tecnologia al servizio dei nostri piedi

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Scarpe su misura, ecco ciò che promette il sistema hi-tech messo a punto dal progetto europeo EuroShoE coordinato dall'Istituto di tecnologie industriali e automazione (Itia) del Cnr e presentato presso il Laboratorio Cnr di Vigevano nel corso di una conferenza

Presto, quindi, nei negozi, invece di provare tipi diversi di scarpe, in cerca di quello che calza meglio, potremo fornire le nostre misure e la nostra impronta, per ottenere delle scarpe totalmente personalizzate.

Il progetto, informa in una nota il Centro Nazionale delle Ricerche, ha già sfornato una collezione di scarpe realizzate nel laboratorio Cnr, prototipo del “calzaturificio” del futuro, dove l’hi-tech si coniuga alla perizia artigianale, con un sofisticato sistema costituito da macchine che rilevano ed elaborano l’immagine digitale del piede, adattano a questa il design del modello, tagliano ed assemblano tutte le componenti della manifattura.

Per diffondere tale tecnologia, i negozi avranno a disposizione una piattaforma di vetro fornita di quattro videocamere che rilevano in algoritmi la forma del piede.

“In questa fase possono essere evidenziati anche alcuni problemi ortopedici. Tali informazioni vengono inviate all’azienda che elabora l’immagine e realizza la scarpa ideale”, spiega Claudio Boër, direttore del progetto.

“Tecnologie di produzione innovative, elevata qualità del design e dei materiali, comfort e, soprattutto, costi ragionevoli, sono i passaggi obbligati attraverso i quali rilanciare il made in Italy, oggi minacciato dal mercato dei paesi emergenti”, ha dichiarato il professor Francesco Jovane, direttore dell’Istituto Cnr.

I principali destinatari di questo sistema sono i piccoli e medi calzaturifici che potranno immettere sul mercato una produzione limitata, ma allo stesso tempo competitiva nei costi.

“I risultati del progetto EuroShoE rispondono a queste esigenze ed hanno dimostrato che è possibile una fruttuosa collaborazione tra istituzioni a livello nazionale ed europeo, enti di ricerca, università da una parte, e il mondo dell’industria dall’altra”, ha detto ancora Jovane.

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