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La Radio diventerà visuale?

28 Agosto 2008

La Radio diventerà visuale?

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I giovanissimi si stanno disaffezionando alla radio, sostituita da altri strumenti. Una nuova tecnologia di Nokia promette di portare, attraverso un limitata multimedialità, alcune innovazioni a riguardo. Tutto questo mentre America OnLine porta lo streaming in diretta sull'iPhone

Parliamo di radio. Un mezzo che, anche a causa dei mutamenti sociologici portati dalle nuove tecnologie, sembra destinato a doversi rinnovare ed evolvere per restare una presenza importante nel palinsesto personale. Il punto di partenza della riflessione è la ricerca L’evoluzione delle diete mediatiche giovanili in Italia e in Europa recentemente pubblicata dal Censis. Una ricerca che vede il consumo di media sui target giovanili in crescita su quasi tutti i mezzi, al punto che persino i libri sembrano conoscere una nuova stagione di interesse presso i giovani lettori.

La radio presenta segnali interessanti, specialmente per quanto riguarda i giovanissimi. Citando la ricerca: «Meno prevedibile risulta il calo di attenzione verso la radio, che era uno dei media più amati dai teenager. Se prendiamo il dato relativo a tutti i giovani l’ascolto della radio è in aumento (dal 72,2% al 76,2%, considerando l’uso abituale), ma se prendiamo solo la fascia 14-18 anni è in netto calo (dal 73,5% al 62%). Infatti, Mtv e gli Mp3 non esistono da pochi mesi, però se, a mano a mano, vi accostiamo il pod-cast e il download continuo che si fa in rete, i telefonini e i lettori Mp3 che sono anche apparecchi radio, le playlist scambiate attraverso i blog, tutti i canali satellitari che trasmettono in continuazione musica, la diffusione in video dei programmi delle radio attraverso delle web cam piazzate negli studi, ebbene ci accorgiamo che è il concetto stesso di “radio” che deve essere rivisto, dato che funzioni e tecnologie del linguaggio radiofonico procedono ormai ognuna per proprio conto.»

Insomma la Radio sembra trovare una forte concorrenza in altri strumenti più pratici e controllabili, personalizzabili, per ascoltare la musica, per crearsi una propria colonna sonora della giornata. Se sulla dimensione della personalizzazione poco o nulla si può fare, si può forse lavorare sul fronte dell’arricchimento del mezzo per costruire una nuova esperienza radiofonica, attraente per i più giovani: ed è qui che potrebbe entrare in gioco la Visual Radio

Visual Radio è un insieme di tecnologie sviluppato da Nokia, mirato ad arricchire la fruizione dei programmi radiofonici e permettere una interazione (parola magica oggigiorno) degli ascoltatori con l’emittente. E che prevede (guarda un po’) l’uso di speciali telefonini per accedere al servizio. Attenzione, occorre prendere le cose con calma e distacco, dato che ad oggi mi risulta ci sia solo una manciata di stazioni ad usare questo servizio; e dato chepesano come macigni le case history della radio digitale e di quella satellitare.

Visual Radio cerca di spostare la barra della radio un po’ più in alto. Non solo il telefonino visualizzante permette l’accesso a qualsiasi normale stazione Fm, comportandosi da comune radio, con la pressione di pochi tasti si può accedere ai servizi avanzati e si accede a quello che Nokia spera sia un nuovo mondo. In primis la Visual Radio permette di visualizzare (lo dice la parola stessa), come in una sorta di Televideo multimediale sullo schermo del telefonino informazioni sul brano in onda – ad esempio notizie sull’album, sull’artista e le date dei futuri concerti. O, in prospettiva, di ascoltare una partita e leggere i commenti di ascoltatori e conduttori, di ascoltare una tribuna politica e… beh, lasciamo perdere.

Essendo però il terminale un telefonino e quindi in grado di trasmettere e non solo di ricevere, si aprono le porte all’invio di feedback all’emittente (con tutti i conseguenti problemi/opportunità di gestione del flusso collaborativo da parte degli ascoltatori), alla partecipazione a gare e sondaggi, all’acquisto m-commerce dei soliti loghi e suonerie, biglietti di concerti e magari pure di telefonini nuovi.

Tutto questo, e anche di più, ad essere onesti, può essere ottenuto ascoltando una delle mille web radio esistenti, senza comprarsi hardware dedicati ma utilizzando un (ormai “normale”) cellulare o Pda abilitato alla navigazione mobile; a parte però il delicato problema dei costi di connessione, va anche detto che non so quanto senso abbia usare preziosa banda mobile per ascoltare musica in sostituzione dell’iPod… (con Visual Radio quanto meno tutta la parte musica passa dalle normali frequenze Fm, da Internet passa solo la ben più ridotta sequenza di dati a contorno della musica).

D’altra parte la radio in streaming sembra proprio destinata ad approdare sui dispositivi mobili: significativo l’annuncio di Aol che promette la prossima disponibilità di AOL Radio App, un software per iPhone e iPod Touch che permetterà di ascoltare oltre 350 stazioni radio. La connessione avverrà dove possibile via Wi-Fi (e in questo caso sarà di alta qualità) e dove no… usando una connessione telefonica. Visual Radio funzionerà? Incontrerà i favori del pubblico che comprerà gli appositi terminali? Convincerà le stazioni radiofoniche a dotarsi delle tecnologie necessarie ma soprattutto di una redazione in grado di creare i contenuti integrativi e gestire il feedback del pubblico? Difficile a dirsi.

Quello che è certo è che Visual Radio promette una dimensione in più collegata alla radio – una dimensione di interazione e di ulteriori livelli di contenuto – una dimensione che presuppone però il dedicare attenzione e interagire con un mezzo che, almeno per la maggior parte di noi, a oggi si vive e si apprezza in una dimensione passiva, non intrusiva, di accompagnamento ad altre cose che stiamo facendo. Si riuscirà dunque a farci tornare indietro nel tempo, a un era in cui alla Radio si dava attenzione, tutti in salotto, attenti a non perdere un contenuto (oggi multimediale)?

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