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La privacy blocca la lotta al terrorismo islamico

16 Febbraio 2001

La privacy blocca la lotta al terrorismo islamico

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La privacy su Internet sarebbe un blocco alla lotta contro il terrorismo estremista musulmano. Lo rivela Usa Today citando le inquietudini dei servizi di informazioni americani sull’uso di messaggi criptati.

Malgrado siano spiati, sorvegliati, braccati dai servizi di sicurezza americani, i terroristi musulmani, in primo luogo Osama Ben Laden, avrebbero trovato in Internet un paradiso di riservatezza.

Attraverso il Web potrebbero comunicare i loro attentati, inviarsi piani e istruzioni senza essere intercettati dall’FBI o dalla NSA.
Tutto questo sarebbe possibile grazie al criptaggio delle informazioni.

È Usa Today che ne parla, citando dichiarazioni di ufficiali americani, confermate da numerosi specialisti.

Secondo Usa Today, Ben Laden si serve del criptaggio informatico da 5 anni, ma avrebbe deciso di intensificarne l’uso dopo aver appreso che i servizi americani intercettano le sue conversazioni telefoniche.

Apparentemente, non sarebbe il solo. Il quotidiano americano spiega senza mezzi termini che Internet “è diventata così utile alle operazioni dei gruppi che Ben Laden e altri estremisti insegnerebbero l’uso nei loro campi in Afganistan e in Sudan”.

Ma qui viene il bello. Infatti, sembra che questi gruppi terroristici si servano di software di criptaggio informatico distribuito gratuitamente dalle associazioni di difesa della privacy per confondere i loro documenti, piani e altre istruzioni.

Non solo. Ma per scambiarsi informazioni, userebbero siti pornografici o forum dove si parla di sport.
Usano, insomma, la parte più vulnerabile della nostra società.

Così, diventa estremamente difficile non solo trovare le informazioni, ma soprattutto decifrarle, facendo piombare nel panico i servizi di sicurezza di fronte a un nemico che riesce a sfuggire alle loro costosissime contromisure.

L’FBI ha chiesto a gran voce che i programmi di criptaggio siano provvisti di una chiave universale, che permetterebbe, con l’autorizzazione di un giudice (?) di decifrare un messaggio criptato se fosse in gioco la sicurezza nazionale.

Sintomo di grande paura o nasconde qualche altro motivo?

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