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La polizia inglese organizza la più grande operazione antipedofilia online

30 Novembre 2001

La polizia inglese organizza la più grande operazione antipedofilia online

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La polizia inglese ha annunciato di aver svolto un’operazione antipedofilia “senza precedenti” in 19 paesi nel mondo, compresa la Gran Bretagna, individuando 130 persone.

All’AFP, un portavoce della polizia inglese, che ha coordinato questa operazione mondiale, ha dichiarato che di questi 130 personaggi ne sono stati arrestati sette.
Questi raid sono il risultato di un’inchiesta durata dieci mesi.

Le persone individuate sono sospettate di aver utilizzato dei forum di discussione su Internet per “chiedere, scambiare e fornire immagini di pedofilia”.
Questi 130 sospettati sono residenti, oltre che in Gran Bretagna, in Canada, Australia, Belgio, Francia, Germania, Israele, Giappone, Corea del Sud, Olanda, Nuova Zelanda, Portogallo, Russia, Spagna, Svezia, Taiwan, Turchia, Stati Uniti e Italia.

Questa estensione geografica, fa capire perché la polizia inglese non esita a definire questa inchiesta “la più importante operazione di collaborazione di polizie al mondo”.

Durante l’inchiesta è stato scoperto che su decine di forum di discussione si diffondevano immagini a carattere pedopornografico.
Un promotore di servizi Internet, Demon Internet è stato contattato dalla polizia inglese e ha accettato di dare accesso agli inquirenti ai propri server.

Così i poliziotti hanno potuto recuperare gli archivi delle attività di circa 1.500 forum di discussione in due settimane.
Hanno stabilito che circa 10 mila persone avevano accesso a più di 30 siti che fornivano immagini pornografiche con bambini.

Risalendo su nella catena, poi, i poliziotti hanno individuato 400 utilizzatori che distribuivano queste immagini.
Queste informazioni sono state diffuse, attraverso l’Interpol, ai paesi dove si trovavano i sospetti, come ha spiegato la polizia.

Per coordinare gli sforzi sono state organizzate due riunioni, una a Lione presso la sede dell’Interpol e l’altra a Londra.
In ognuno degli incontri sono stati distribuiti ai rappresentanti delle diverse polizie i dossier che riunivano le prove a carico di ogni sospetto.

Questa inchiesta ha rilevato che chi usa Internet per i suoi sporchi traffici ha imparato a proteggere meglio la propria identità e, soprattutto, che le giovani vittime individuate attraverso migliaia di nuove immagini vanno protette il più in fretta possibile.

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