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La National Security Agency privatizza i settori Internet e telecomunicazioni mobili

12 Giugno 2000

La National Security Agency privatizza i settori Internet e telecomunicazioni mobili

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Il famoso "grande orecchio" americano vuole cambiare proprietario. Una parte delle attività della NSA verrà affidato al settore privato

L’Agenzia nazionale della sicurezza (NSA), il servizio informazioni ultra segreto del Pentagono, sta per affidare la maggior parte delle sue attività tecnologiche.

Questa misura prenderà la forma di un contratto unico di dieci anni, per una cifra che si avvicina ai cinque miliardi di dollari.
Secondo il Washington Post, tre consorzi diretti da colossi dell’economia americana sono stati formati per rispondere alle richieste di offerte della NSA.
I nomi non sono stati resi noti.

Le domande dovranno essere presentate alla NSA prima del mese di novembre e il contratto dovrebbe essere attribuito nell’aprile del prossimo anno.

La NSA spiega che questo “cambiamento spettacolare” mira a rinforzare le basi della sua gestione di tecnologie dell’informazione.
Questa decisione, che fa seguito a uno studio preliminare di 15 mesi, “partecipo a uno sforzo di decentramento delle funzioni sostenute direttamente”, come la raccolta e stoccaggio delle comunicazioni intercettate.

Questo appello al settore privato è stato voluto per lo sviluppo di Internet e delle reti di telefonia mobile.

“È vitale che noi si disponga di una infrastruttura robusta e sicura – spiega il direttore della NSA, il generale dell’aviazione Michael Hayden – Per proseguire nella nostra missione di informazione all’estero e di ricerche d’informazioni, dobbiamo immediatamente investire in questa infrastruttura tecnologica per assicurare alla NSA di adattarsi all’era dell’informazione”.

Questo spostamento verso il privato non è il solo.
In ottobre la CIA aveva indicato la via, creando una co-impresa per attingere dalle imprese ad alta tecnologia il sapere necessario che serve per accettare la sfida della tecnologia dell’informazione.

L’articolo del Washington Post all’indirizzo http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/articles/A11006-2000Jun6.html

Il sito della NSA all’indirizzo http://www.nsa.gov

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