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La musica ai tempi dei social network

03 Aprile 2007

La musica ai tempi dei social network

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Non soltanto peer to peer, download illegale o iTunes. Last.fm unisce un potente sistema di ascolto di canzoni in streaming con la condivisione di gusti su vasta scala

Premessa storico-scientifica: è dal 2000 che un gruppo di musicisti e informatici studia le caratteristiche essenziali della musica, analizzando ritmi, armonie, melodie, arrangiamenti e strumentazioni per associare brani musicali teoricamente simili tra loro. Si chiama Music Genome Project, e ha dato origine a un servizio decisamente interessante come Pandora. Nel frattempo, un altro progetto nel campo della computer science prendeva forma: Audioscrobbler diventa un plugin abbastanza diffuso per i player di Mp3, facendo sì che la musica ascoltata sul proprio client venisse segnalata a un server che generava classifiche di ascolto in base a strumenti di filtraggio collaborativo (in generale alla base di molti sistemi di social networking, nonché di colossi dell’e-commerce come Amazon). Intanto le web radio in streaming cominciavano a riscuotere un certo successo: una di queste, fondata nel 2002, permetteva agli utenti di segnalare con un clic se la canzone in onda fosse gradita o meno, in modo da adattare lo stream sempre di più alle preferenze dell’ascoltatore. Si trattava di Last.fm, un servizio destinato negli anni ad avere sempre più successo.

Fast forward: nel 2007 Last.fm è il servizio di musica online più usato a livello globale. Non a caso, tra i siti posizionati sotto l’ampio ombrello del web 2.0 è uno dei pochi che ha versioni in diverse lingue, tra cui anche l’italiano. Dal 2002 a oggi, Last.fm si è fuso con Audioscrobbler ed è diventato un leviatano del web (anche se non lo dimostra): a parte i 100.000 brani scaricabili, che da soli non giustificherebbero il successo del sito, il bello di Last.fm è proprio la condivisione delle proprie passioni musicali con gli altri utenti che contribuiscono con i loro ascolti alla generazione di classifiche e di “consigli per l’ascolto”.

La dashboard di Last.fm

La dashboard di Last.fm

A una prima occhiata, Last.fm propone semplicemente di ascoltare la sua web radio, scrivendo il nome di un artista di proprio gradimento (e, fidatevi, funziona anche digitando oscure band psichedeliche degli anni ’60 o artisti locali conosciuti soprattutto nel proprio paese di origine). La musica partirà proponendo una selezione di musiche affini, secondo l’algoritmo di Audioscrobbler, all’artista indicato. Solo questo potrebbe far sì che Last.fm sia un sito da aprire appena acceso il Pc e chiudere solo a fine giornata. Ma ovviamente c’è di più: perché non condividere i propri gusti musicali con altri utenti? Questo è sicuramente l’aspetto più interessante di Last.fm.

Ma cosa serve esattamente per “entrare nel giro”? Poco o nulla: la solita registrazione che permette di creare il proprio profilo. Fatto ciò, ogni volta che si entrerà su Last.fm si verrà rediretti sulla propria pagina personale, la dashboard. Questo è il regno dello scrobbling, l’attività principale di tutti gli utenti di Last.fm. Lo scrobbling consiste essenzialmente nel fatto che, ascoltando un brano su Last.fm (o con il media player preferito o meglio ancora con il player di Last.fm, come vedremo più sotto) il nome del brano viene inviato al server e aggiunto sul proprio profilo musicale. In questo modo Last.fm saprà proporre sempre più musica gradita al singolo utente, nonché “accoppiare” utenti che hanno un’alta affinità musicale tra di loro.

Nella propria home page personale ci sono le proposte musicali di Last.fm, i consigli degli amici e gli eventi segnalati, nonché una panoramica sugli ultimi brani ascoltati, taggati o preferiti. Un menu a schede in testa alla dashboard permette tra l’altro di approfondire i consigli musicali (Musica), di visualizzare tutti i concerti della propria città e segnalare alla comunità la propria partecipazione ad uno o più eventi live (Eventi) e di scoprire la lista degli utenti affini che Last.fm ha scoperto per noi (Utenti). Gli utenti vicini possono ovviamente diventare amici, se decidiamo di aggiungerli alla nostra rete personale.

In alto a destra, accanto all’icona del profilo, ci sono i link che permettono di passare dalla modalità dashboard alla modalità utente. In questo ultimo caso il corpo della pagina cambia, mostrando a tutti che musica stiamo ascoltando e permettendo agli altri utenti di ascoltare la “nostra” stazione radio (cioè un canale basato sulle nostre preferenze, la musica che amiamo o che abbiamo consigliato ad altri amici). Il menu a schede di questa pagina permette di vedere le nostre classifiche personali di ascolto (basate sulle statistiche di Audioscrobbler), di tenere un diario (una sorta di blog orientato alla musica in cui è possibile integrare immagini da Flickr, video da YouTube o Google Video e tag Xml relativi ad artisti, album, brani o etichette discografiche), di iscriversi a gruppi di fan di singoli artisti o generi musicali, di gestire gli amici e scoprire quali altri utenti sono a noi vicini come gusti, di gestire i concerti nella propria zona ai quali si vuole partecipare e soprattutto di vedere la propria tag cloud, cioè la lista dei tag più usati per definire la musica ascoltata.

La tag cloud generale, quella relativa a tutto l’universo di ascoltatori di Last.fm, si trova nella sezione Musica del menu principale (quello in testa alla pagina). Qui Last.fm diventa una vera e propria enciclopedia musicale, mostrando per ogni genere gli artisti, gli album e i brani più rappresentativi: per ogni artista c’è una ricca pagina su Last.fm che ne riporta la storia (pagina modificabile con un sistema wiki), una selezione dei brani più interessanti, i commenti degli ascoltatori, le foto, la discografia, gli artisti simili e via dicendo. Ovviamente è possibile ascoltare un flusso di canzoni tutte taggate con una determinata parola chiave, come hip hop, alternative rock o female vocalists: basta cliccare su Ascolta nel menu principale e si possono avere dei veri e propri colpi di fulmine musicali!

Nella sezione Classifiche è possibile vedere quali sono gli artisti, i brani o i tag più cliccati e avere il polso della situazione su cosa è “in” e cosa no. Nella settimana tra il 19 e il 25 marzo, ad esempio, Mika è stato clamorosamente superato dagli Arcade Fire nei primi posti di quasi tutte le classifiche. È sempre in questa sezione che si decidono i destini dei gruppi che mettono a disposizione i download gratuiti dei loro pezzi. Perché ovviamente, Last.fm funziona anche come veicolo promozionale per gruppi di base che non sono sotto contratto. Diverse label, comunque, hanno deciso di rendere disponibile se non per il download almeno per l’ascolto completo il loro catalogo: è di poche settimane fa la notizia che Warner Music ha siglato un accordo con Last.fm permettendo alla web radio di trasmettere l’intero catalogo, e altre major seguiranno a ruota.

Arrivando alla sezione Strumenti, si raggiunge il cuore di Last.fm e la parte più interessante del sito, in particolare per chi è fermamente intenzionato a usare il più possibile lo scrobbling per costruirsi una radio veramente a misura dei propri gusti musicali. Qui è possibile scaricare il software di Last.fm, un player agile e di uso semplicissimo che permette di inserire un tag o il nome di un artista e generare da questa informazione uno streaming casuale di canzoni che l’ascoltatore potrà taggare, escludere o segnalare come preferite. Allo stesso modo, qui si trovano i plugin di Audioscrobbler che – integrandosi nei maggiori player come Windows Media Player, iTunes, Winamp o Foobar – permette di attuare il meccanismo di scrobbling inviando a Last.fm informazioni sulla musica ascoltata.

Per il resto, Last.fm continua a evolversi in perfetta integrazione con molti altri sistemi di social networking (si sprecano i widget e i gadget per pubblicizzare il proprio profilo, per sentire la radio su Skype, per usare lo scrobbling su iPod, per integrare Pandora con Last.fm, per pubblicare classifiche personali su blog o su MySpace ecc.). Chi ama il mondo della musica da semplice ascoltatore, da musicista, da promoter o da critico musicale, insomma, non può fare a meno di mettere il naso tra le pagine di Last.fm: qualche sorpresa è assicurata anche ai più disillusi.

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