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La legge greca sui videogiochi è contraria al Trattato Europeo

28 Dicembre 2006

La legge greca sui videogiochi è contraria al Trattato Europeo

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La Corte di Giustizia delle Comunità Europee, chiamata a pronunciarsi in materia di videogiochi, ha ritenuto che la legge greca violi fondamentali principi del diritto comunitario

La Commissione Europea, in virtù del proprio ruolo di guardiano del Trattato Europeo, dopo aver messo in mora la Repubblica greca e non avendo ritenuto sufficienti le osservazioni presentate da quest’ultima, ha deciso di proporre ricorso davanti alla Corte di Giustizia.

Nel 2002, la Grecia aveva infatti emanato una legge che vietava l’installazione e l’utilizzo di «tutti i giochielettrici, elettromeccanici ed elettronici, ivi compresi i giochi tecnici ricreativi e tutti i giochi per il computer, (…) eccezion fatta per i casinò», prevedendo inoltre sanzioni penali e amministrative molto severe per i contravventori (da un minimo di tre mesi di reclusione e di cinquemila euro di multa in caso di utilizzo, più la confisca e diecimila euro di multa per ciascun gioco constatato). Questa legge, pur essendo stata emanata allo scopo di combattere le scommesse illegali, aveva un campo d’azione molto vasto, anche in considerazione del fatto che si applicava sia ai luoghi pubblici che a quelli privati.

La Corte di Giustizia Europea ha ritenuto che la legge greca sia contraria al diritto comunitario. In primo luogo, la Corte ha stabilito che la legge viola gli articoli 28 e 30 del Trattato UE, in quanto il divieto ivi contenuto comporterebbe una diminuzione delle importazioni di videogiochi da altri stati membri, nei quali sono invece legalmente fabbricati e messi a disposizione dei consumatori. Oltre a ciò, le restrizioni stabilite dalla legge greca non sono giustificate da ragioni imperative di interesse generale.

Sempre secondo la Corte, le legge greca viola le disposizioni della Comunità Europea in materia di libertà di stabilimento e di prestazione di servizi, in quanto non permette agli operatori economici di altri stati membri di stabilirsi in Grecia per fornire i servizi in questione.

L'autore

  • Annarita Gili
    Annarita Gili è avvocato civilista. Dal 1995 si dedica allo studio e all’attività professionale relativamente a tutti i settori del Diritto Civile, tra cui il Diritto dell’Informatica, di Internet e delle Nuove tecnologie.

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