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La grande rivoluzione del VoIp

08 Aprile 2005

La grande rivoluzione del VoIp

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Quante volte è capitato, nella storia del Mondo, che pochi sapessero dell'esistenza di qualcosa di davvero rivoluzionario e poi un giorno, quasi all'improvviso, questo qualcosa diventa comune e lo si ritrova nella vita quotidiana di tutti

Così accade, in genere, in occasione delle vere rivoluzioni, ed è esattamente quello che sta accadendo in materia di tecnologie e applicazioni Voice-over-IP.

Allora, innanzitutto chiariamo di cosa si sta parlando. Il traffico voce, anziché viaggiare su una rete basata sulla commutazione a circuito, utilizza una rete IP a pacchetto. A differenza di altri tipi di traffico dati, la fonia deve essere trasmessa in modalità isocrona: non solo in tempo reale ma in modo che il pacchetto che contiene la prima parola arrivi prima di quello che contiene la seconda e così via. Nel caso di reti telefoniche “normali”, a commutazione di circuito, la cosa si ottiene semplicemente assegnando a ogni conversazione il proprio circuito, che può variare in materia di qualità e prestazioni ma rimane rigorosamente isocrono. Le reti IP (Internet Protocol), invece, sono reti a pacchetto, in cui è la stazione ricevente che ricostruisce il messaggio originario sulla base del numero d’ordine dei pacchetti arrivati, indipendentemente dall’ordine con cui questi arrivano. Per ottenere l’isocronicità è necessario, quindi, utilizzare protocolli di rete particolari (ce ne sono diversi in uso, non ancora uno standard universale).

Non solo, la stessa topologia e tecnologia della rete è influenzata dalla prevedibile presenza di un traffico voce. Nelle reti cablate l’effetto è minimo e può anche essere trascurato, mentre sulle reti wireless, prossima area di espansione del VoIP, la questione è cruciale. Non è affatto vero, quindi, che il VoIP possa essere tradotto nel far passare la voce su una rete IP uguale a quelle su cui corre, per esempio, la posta elettronica. Una cosa del genere sarebbe impossibile.

E il VoIp sta diventando davvero attuale, prova ne sia il fatto che alcuni fornitori di connettività digitale erogano già alle aziende utenti sistemi telefonici basati su tecnologia VoIP. Si sta trasformando da prodotto a servizio, come nel caso della chiavetta USB con traffico prepagato che permette di effettuare sia chiamate gratuite via Internet che chiamate a telefoni tradizionali tramite gateway. E poi c’è il fenomeno Skype, che è ormai diffusissimo e conosciutissimo, non solo a livello residenziale ma anche in situazioni aziendali. Infine, diversi Paesi, anche europei, stanno creando prefissi telefonici dedicati alla telefonia IP come accade con lo 056 nel caso dell’Inghilterra.

Tutto questo è davvero sorprendente, impensabile fino a pochi anni fa, ma la vera rivoluzione del VoIP è di natura tecnologica ad altissimo livello. Si tratta, infatti, del passaggio definitivo all’era delle reti che si adattano in modo intelligente al tipo di contenuto o di traffico che viaggia su di esse. Una rivoluzione epocale che non può essere ridotta, come troppo spesso accade, al potenziale di riduzione dei costi nelle chiamate voce e al debutto di nuovi competitor sul mercato.

Le applicazioni voce stanno facendo miracoli. Stanno ridando lustro a uno standard WLAN, l’802.11a, che era stato messo in ombra prima dall’802.11b, a raggio più lungo, e poi dall’802.11g, insieme esteso e veloce.

L’802.11a ha dalla sua parte la velocità (54 Mbit al secondo), che permette di trasportare agevolmente l’ingombrante traffico voce che, per via degli strati di protocolli necessari e dei codici di correzione errori previsti dal Wi-Fi, può arrivare a occupare anche fino a 200 kbit/secondo. Ma, soprattutto, l’802.11a funziona a frequenze diverse e più diffuse rispetto al Wi-Fi tradizionale (5 GHz), permette quindi di realizzare reti WLAN miste su cui convive traffico voce e traffico dati senza “cannibalizzazioni” di banda. Ormai, infatti, gli access point Wi-Fi di nuova generazione sono in grado di gestire contemporaneamente reti -a, -b e -g, per cui l’infrastruttura fisica della rete può essere unica per tutti i traffici. E questa sì, è davvero una rivoluzione di vasta portata.

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