RISPARMIA IL 15% SU TUTTI I CORSI

Fino al 31 agosto con il codice sconto CORSARO

Scegli il tuo corso e iscriviti!
Home
La croce del lock-in

17 Luglio 2012

La croce del lock-in

di

Il mondo informatico che sta soppiantando quello vecchio scoraggia il monopolio e agevola la nascita del software.

Si diceva che il modello Wintel dell’informatica passata non era quello definitivo ma solo la forma più adeguata ai suoi tempi, che non torneranno. E che semplificava la scelta mentre mortificava l’innovazione, al contrario di quello che va imponendosi di aziende che realizzano sia il proprio software che il proprio hardware e favoriscono l’innovazione anche se complicano la scelta. Adesso è il momento di chiarire la faccenda del lock-in.

Il modello Wintel si basava su un lock-in orizzontale. Era a disposizione hardware di molti tipi differenti e l’idea era che la libertà consistesse nel poter scegliere facilmente l’hardware. E poi la stragrande maggioranza delle persone e delle aziende usava Windows, Office, Outlook, Internet Explorer, Creative Suite Adobe e qualche programma specifico. L’hardware poteva cambiare, ma abbandonare il software era problematico. Lock-in, appunto.

Il nuovo modello si basa su un lock-in verticale. A essere problematico è l’abbandono dell’hardware scelto in prima battuta. Il software invece è variegato e multiforme come non avremmo mai potuto immaginare. Nel vecchio modello, un nuovo arrivato poteva chiedere quali fossero le dieci applicazioni che gli servivano assolutamente. Almeno metà delle scelte è contenuta nel breve elenco più sopra. Nel nuovo modello, la scelta di dieci app irrinunciabili produrrà elenchi sempre diversi, perché il software si adatta come una seconda pelle a esigenze molto specifiche e ad hardware molteplice, con enfasi sulla mobilità. Questa frase è stata pronunciata dodici anni fa dall’analista Jack Gold e si è dimostrata errata solo nella proiezione temporale:

Nei prossimi tre anni, il 75 percento dei dipendenti aziendali sarà mobile lament per il 25 percento del tempo. Non sarà un monopolio taglia unica Wintel (WindowsIntel) come è stato nel passato, ma una grande mescolanza e questa non è una brutta cosa. Crea innovazione. La convergenza non si realizzerà nel senso tradizionale che ha avuto questo termine.

Qualcuno sostiene che il vincolo hardware sia una limitazione alla libertà dell’utente. Mai quanto lo fu quello del software. Per quanti elaboratori di testo potessero esistere, il mondo usava Word. Per quanti browser fossero a disposizione, contava solo Internet Explorer. Chi voleva esercitare una scelta controcorrente lo poteva tranquillamente fare, faticando.

Ma la libertà complessiva è cresciuta. Ieri, fuori dalle nicchie, c’era solo Windows. Oggi si può scegliere tra iOS e Android, con nicchie ancora numericamente importanti (BlackBerry, Symbian), potenzialmente promettenti (Windows Phone) e outsider (MeeGo, Firefox OS, Bada), senza contare l’esistenza di un WebOS che potrebbe tornare inaspettatamente in campo. E il software libero ha una preminenza che mai ebbe nel mondo Wintel.

Perché quei tempi non torneranno più? Perché la verticalizzazione del lock-in fa sì che ogni produttore possa mirare a un forte controllo sulla propria piattaforma… ma perda ogni possibilità di manovra su quelle altrui. Può sempre emergere un potenziale concorrente e ogni piattaforma è motivata a disporre di un’offerta software competitiva, il che riduce l’importanza della quota di mercato. Mentre nel mondo Wintel l’offerta software era omologata e il controllo di Intel sul lato hardware impediva qualunque concorrenza numericamente rilevante.

Ruotare di novanta gradi l’asse del lock-in ha portato a più innovazione, più software (più conveniente) e più piattaforme competitive. Meglio la nuova epoca.

L'autore

  • Lucio Bragagnolo
    Lucio Bragagnolo è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa di mondo Apple, informatica e nuove tecnologie con entusiasmo crescente. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive.

Vuoi rimanere aggiornato?
Iscriviti alla nostra newletter

Novità, promozioni e approfondimenti per imparare sempre qualcosa di nuovo

Gli argomenti che mi interessano:
Iscrivendomi dichiaro di aver preso visione dell’Informativa fornita ai sensi dell'art. 13 e 14 del Regolamento Europeo EU 679/2016.