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La Carta dei cento, un appello per il WiFi libero

26 Novembre 2009

La Carta dei cento, un appello per il WiFi libero

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A fine anno scade la legge che vincola l'accesso libero al WiFi e non sono ancora note le intenzioni del governo in merito a un suo eventuale rinnovo. Per sensibilizzare l'opinione pubblica, cento professionisti, esperti, docenti e politici che hanno a cuore il destino di internet lanciano un appello affiché la legge sia lasciata scadere

Il 7 ottobre scorso su Apogeonline richiamavamo l’attenzione sull’imminente scadenza della legge Pisanu e sul rischio che per la terza volta una norma dichiaratamente temporanea fosse rinnovata senza alcun dibattito politico con il decreto milleproroghe di fine anno. Si deve alla legge Pisanu la regolamentazione restrittiva, senza eguali nelle democrazie occidentali, che vincola l’accesso in internet sul territorio nazionale alla registrazione dell’identità di chi utilizza la connessione. Giorno per giorno il dibattito è cresciuto e in molti hanno avvertito il bisogno di aderire a quell’appello e rilanciarlo attraverso il proprio blog, su Facebook o all’interno delle proprie organizzazioni. Nell’ultima settimana il dubbio che la legislazione corrente produca più danni che vantaggi si è fatto largo anche in ambito governativo, come dimostrano le  dichiarazioni del ministro Michela Brambilla. In parlamento, intanto, i deputati Roberto Cassinelli (Pdl) e Paola Concia (Pd) sono i primi firmatari di una proposta di legge bipartisan che vorrebbe intervenire sulle previsioni della legge Pisanu per conferire al ministro dell’Interno la facoltà di decidere quando l’identificazione può considerarsi non necessaria e comunque subordinando la verifica dell’identità non più alla presenza fisica ma a una procedura più immediata tramite cellulare. Non è ancora abbastanza, se si considera che nessun paese europeo pone vincoli di questo tipo e che comunque non verrebbe messa in discussione la registrazione preventiva in Questura di chi intende offrire connettività al pubblico. Ma almeno se ne parla. In attesa che il governo si esprima sulle proprie intenzioni e a 36 giorni dalla data decisiva – il 31 dicembre, quando in assenza di proroghe la legge Pisanu cesserebbe i suoi effetti – Apogeonline insieme a L’Espresso (che pubblicherà l’appello sul numero in edicola domani), Alessandro Gilioli, Guido Scorza e Raffaele Bianco presenta la Carta dei cento a favore del libero WiFi, un appello sottoscritto da 100 professionisti ed esperti legati al mondo della rete. LA CARTA DEI CENTO PER IL LIBERO WIFI Il 31 dicembre 2009 sono in scadenza alcune disposizioni del cosiddetto Decreto Pisanu (”Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”) che assoggettano la concessione dell’accesso a Internet nei pubblici esercizi a una serie di obblighi quali la richiesta di una speciale licenza al questore. Lo stesso Decreto, inoltre, obbliga i gestori di tutti gli esercizi pubblici che offrono accesso a Internet all’identificazione degli utenti tramite documento d’identità. Queste norme furono introdotte per decreto pochi giorni dopo gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, senza alcuna analisi d’impatto economico-sociale e senza discussione pubblica. Doveva essere provvisoria, ed è infatti già scaduta due volte (fine 2007 e fine 2008) ma è stata due volte prorogata. Si tratta di norme che non hanno alcun corrispettivo in nessun Paese democratico; nemmeno il Patriot Act USA, approvato dopo l’11 settembre 2001, prevede l’identificazione di chi si connette a Internet da una postazione pubblica. Tra gli effetti di queste norme, ce n’è uno in particolare: il freno alla diffusione di Internet via Wi-Fi, cioè senza fili. Gli oneri causati dall’obbligo di identificare i fruitori del servizio sono infatti un gigantesco disincentivo a creare reti wireless aperte. Non a caso l’Italia ha 4,806 accessi WiFi mentre in Francia ce ne sono cinque volte di più. Questa legge ha assestato un colpo durissimo alle potenzialità di crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a Internet. Nel mondo la Rete si apre sempre di più, grazie alle tecnologie wireless e ai tanti punti di accesso condivisi liberamente da privati, da istituzioni e da locali pubblici: in Italia invece abbiamo imposto lucchetti e procedure artificiali, contrarie alla sua immediatezza ed efficacia e onerose anche da un punto di vista economico. Questa politica rappresenta una limitazione nei fatti al diritto dei cittadini all’accesso alla Rete e un ostacolo per la crescita civile, democratica, scientifica ed economica del nostro Paese. Per questo, in vista della nuova scadenza del 31 dicembre, chiediamo al governo e al parlamento di non prorogare l’efficacia delle disposizioni del Decreto Pisanu in scadenza e di abrogare la previsione relativa all’obbligo di identificazione degli utenti contribuendo così a promuovere la diffusione della Rete senza fili per tutti. FIRMATARI: Alberto Abruzzese, docente universitario Paolo Ainio, ceo Banzai Paolo Basilico, ceo Kairos Paolo Barberis, presidente Dada Elvira Berlingieri, giurista Giovanni Boccia Artieri, docente universitario Raffaele Bianco, consigliere comunale e blogger Antonio Boccuzzi, parlamentare Stefano Bonaga, docente universitario Roberto Bonzio, giornalista e blogger Dino Bortolotto, Assoprovider Mercedes Bresso, presidente Regione Piemonte Giulia Caira, artista Giovanni Calia, docente universitario, Supervisor New Media Alessandro Campi, docente universitario Luisa Capelli, editrice Marco Cappato, presidente Agorà Digitale Roberto Casati, filosofo e docente CNRS Parigi Marco Cavina, docente universitario Giuseppe Civati, consigliere regionale e blogger Gianluca Comin, presidente Federazione Relazioni Pubbliche italiana Luca Conti, consulente e giornalista Davide Corritore, vicepresidente Consiglio Comunale di Milano Carlo Felice Dalla Pasqua, giornalista e blogger Mafe De Baggis, consulente Web Derrick De Kerkhove, docente universitario Juan Carlos De Martin, docente universitario Gianluca Dettori, imprenditore Web Lorenzo Diana, Fondazione Caponnetto Arturo Di Corinto, saggista e ricercatore Alberto D’Ottavi, docente e blogger Stefano Esposito, parlamentare Alberto Fedel, ceo Newton Management Innovation Mario Fezzi, avvocato Franco Fileni, docente universitario Ricky Filosa, direttore Italiachiamaitalia.net Paolo Gentiloni, parlamentare Marco Ghezzi, editore Alessandro Gilioli, giornalista e blogger Giorgio Gori, imprenditore Giuseppe Granieri, saggista Matteo Ulrico Hoepli, editore Alessio Jacona, giornalista e blogger Giorgio Jannis, progettista sociale e blogger Manuela Kron, manager Nestlè Daniela Lepore, urbanista, docente e blogger Gad Lerner, giornalista Alessandro Longo, giornalista e blogger Francesco Loriga, Responsabile provincia WiFi – Provincia di Roma Riccardo Luna, direttore Wired Italia Sergio Maistrello, giornalista e blogger Fabio Malagnino, giornalista e blogger Massimo Mantellini, blogger Alberto Marinelli, docente universitario Ignazio Marino, parlamentare Giacomo Marramao, filosofo, saggista e docente universitario Carlo Massarini, conduttore radiotelevisivo Marco Massarotto, consulente di comunicazione Maria Grazia Mattei, MGM Digital Communication. Giampiero Meani, St Microelectronics Fabio Mini, generale ed ex vicecomandante Nato Antonio Misiani, parlamentare e blogger Marco Montemagno, imprenditore Web e conduttore Sky Andrea Nativi, giornalista esperto di questioni militari Riccardo Neri, produttore cinematografico Luca Nicotra, Segretario Agorà Digitale Gloria Origgi, docente CNRS Parigi Marco Pancini, Google Italia Lorenza Parisi, ricercatrice universitaria e blogger Vittorio Pasteris, Giornalista Piergiorgio Paterlini, scrittore Matteo Penzo, cofounder Frontiers of Interaction Gian Paolo Piazza, presidente Sunrise Advertising, responsabile settore informazione Legacoop Piemonte Marco Pierani, Altroconsumo Roberto Placido, vicepresidente del consiglio regionale del piemonte e blogger Marco Revelli, storico e politologo Stefano Rocco, Wired.it Stefano Rodotà, giurista Andrea Romano, direttore Fondazione Italia Futura Gino Roncaglia, docente universitario Massimo Russo, direttore di Kataweb Claudio Sabelli Fioretti, giornalista e blogger Francesco Sacco, docente universitario Marcello Saponaro, consigliere regionale e blogger Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Pd e blogger Sergio Scalpelli, dirigente d’azienda Tiziano Scarpa, scrittore Guido Scorza, docente universitario, presidente Istituto politiche dell’innovazione Antonio Sofi, giornalista e blogger Luca Sofri, giornalista e blogger Elena Stancanelli, scrittrice Tommaso Tessarolo, direttore Current tv Eva Teruzzi, direttore innovazione Fiera Milano Irene Tinagli, docente universitaria Antonio Tombolini, imprenditore Andrea Toso, newmedia project manager Antonio Tursi, saggista e docente universitario Paolo Valdemarin, imprenditore Gianni Vattimo, docente universitario Andrea Verde, collaboratore fondazione Farefuturo Giancarlo Vergori, manager Michele Vianello, direttore del Parco Scientifico e Tecnologico di Venezia Luigi Vimercati, parlamentare Vincenzo Vita, parlamentare Vittorio Zambardino, giornalista e blogger Giovanni Zanolin, assessore Pordenone Marcella Zappaterra, presidente della Provincia di Ferrara Giovanna Zucconi, giornalista e autrice

L'autore

  • Sergio Maistrello
    Sergio Maistrello, giornalista professionista, segue da oltre 20 anni l'evoluzione di Internet e le sue implicazioni sull'informazione e sulla società. È docente a contratto di Giornalismo e nuovi media all’Università di Trieste e insegna New media al Master in Comunicazione della Scienza della Sissa.

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